Inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata, chiuse le indagini contro il comune di Nardodipace, 8 indagati tra cui il sindaco. I NOMI

banner pasticceria taverna

Frode nelle pubbliche forniture, turbativa d’asta, inquinamento ambientale, gestione di rifiuti non autorizzata, sottrazione di cose sottoposte a sequestro e violazione di sigilli. Questi i reati per i quali la procura di Vibo Valentia ha chiuso un’inchiesta che vede al centro il Comune di Nardodipace con 8 indagati accusati di aver realizzato discariche abusive sulle quali far confluire rifiuti speciali e pericolosi derivanti sia dagli inerti di riqualificazione urbana, sia da lavori privati del consigliere comunale Antonio Tassone che figura tra gli indagati. Gli altri indagati raggiunti da avviso di conclusione indagini sono Romano Loielo, sindaco di Nardodipace, gli assessori Andrea Franzè e Salvatore Maiolo, la segretaria comunale Maria Vittoria Pastore, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Massimo Procopio, l’imprenditore Gianfranco Belviso e il direttore dei lavori Maurizio Tirone. Sei in totale i capi d’imputazione nell’inchiesta condotta dai carabinieri della Stazione di Nardodipace che hanno scoperto tre discariche abusive con oltre duemila metri cubi di rifiuti speciali in un caso, 1.500 metri cubi in un altro, tremila nel terzo caso. La frode nelle pubbliche forniture contestata agli amministratori comunali avrebbe permesso al titolare della ditta esecutrice dei lavori di risparmiare oltre 81 mila euro di costi per il regolare smaltimento dei rifiuti. Contestata anche l’alterazione (turbativa d’asta) delle condizioni economiche dell’appalto, mentre il consigliere Tassone avrebbe violato i sigilli di un’area sottoposta a sequestro. Il sindaco di Nardodipace Romano Loielo (esponente dell’Udc) è stato rieletto nel maggio 2023. Due precedenti amministrazioni guidate da Loielo sono state sciolte nel 2011 e nel 2015 per infiltrazioni mafiose. (AGI)