Gioia Tauro, “Teatro dell’Assurdo”. Alessio, “Tic Tac, Tic Tac, Tic Tac… ovvero la Comunità che ci manca!”
Nov 03, 2026 - redazione
Cronaca di un Comune che si interroga — Sessantatreesima Edizione
«Qui noi facciamo così: il nostro governo proclama di favorire i molti e non i pochi, ed è per questo che si ammanta del titolo di democrazia.»
Liberamente e satiricamente riadattato dal Discorso agli Ateniesi di Pericle (Tucidide, 431 a.C.)
Qui a Gioia Tauro noi facciamo così.
Le leggi, in teoria, dovrebbero assicurare parità e giustizia per tutti nelle controversie private, senza mai dimenticare il merito e l’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue per valore e competenza, dovrebbe essere chiamato a servire la collettività a preferenza di altri: non per un favore di palazzo o un atto di clientelare benevolenza, ma come doveroso riconoscimento del merito.
Qui la povertà non dovrebbe mai costituire un ostacolo, né l’obbedienza di partito un titolo di preferenza.
Qui a Gioia Tauro noi facciamo così.
La libertà di cui millantiamo di godere dovrebbe permeare la vita quotidiana di ciascuno.
Non dovremmo spiarci l’un l’altro con sospettosa acredine, né punire il vicino solo perché sceglie di vivere a modo suo. Dovremmo essere liberi di agire con dignità e sempre pronti, uniti, a difendere il bene comune contro le arroganze del potere.
Un vero cittadino non trascura la cosa pubblica mentre si occupa dei propri affari privati; ma, soprattutto, non scambia la gestione della cosa pubblica per una scorciatoia con cui curare i propri personali interessi.
Qui a Gioia Tauro noi facciamo così.
Ci è stato insegnato il rispetto rigoroso per la magistratura e per le leggi dello Stato, con il dovere primario di difendere i deboli e proteggere chi subisce prevaricazioni. E ci è stato insegnato a onorare anche quelle leggi non scritte, stampate nell’eterno sentimento di ciò che è giusto, umano e dettato dal buon senso.
Un uomo che si disinteressa della propria Città e delle istituzioni non lo consideriamo un cittadino pacifico o innocuo: lo consideriamo semplicemente inutile. E anche se in pochi sono chiamati a concepire l’azione amministrativa, tutti i cittadini hanno il diritto, il dovere e la capacità critica di giudicarla.
Noi non consideriamo la libera discussione un intralcio alla democrazia. Crediamo fermamente che la felicità sia il frutto della libertà, ma che la libertà sia il frutto del coraggio e della fermezza morale.
Vorremmo poter proclamare con orgoglio che Gioia Tauro sia una scuola di civiltà, in cui ogni cittadino sviluppi versatilità, dignità e fiducia in se stesso, e che sia pronta ad aprire le braccia al mondo senza mai cacciare lo straniero né emarginare l’ultimo arrivato.
Ma il tempo non aspetta nessuno, e tanto meno le comodità del palazzo: corre veloce, e guai a chi lo spreca.
C’è un principio di democrazia e civiltà che chi temporaneamente siede sulla poltrona di comando tende a dimenticare fin troppo in fretta: gli incarichi pubblici e il potere amministrativo sono rigorosamente pro tempore. Nessuno è padrone della Città. La Città appartiene ai suoi cittadini, alla sua storia e alla sua dignità.
Amministrare non è dominare né gestire un feudo privato, ma servire la comunità con spirito di disciplina e onore, con trasparenza e incondizionato rispetto per ogni singola persona.
La democrazia non è una cambiale in bianco incassata alle elezioni, né un pretesto per mettere il bavaglio al dissenso, né per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, né per trattare le istituzioni come proprietà privata e i cittadini come sudditi.
La difesa della libertà e della dignità umana esige che si ricordi a chiunque governi che il tempo scorre per tutti e che la storia chiederà implacabilmente conto a ciascuno delle proprie azioni.
Ricostruiamo con rinnovata fiducia la nostra Comunità, perché è proprio questa Comunità libera e orgogliosa ciò che oggi ci manca!
TIC TAC, TIC TAC, TIC TAC…
«Tutti i nodi prima o poi vengono al pettine. Le bugie hanno le gambe corte e i Pinocchio di turno il naso sempre più lungo.
Ce la faremo, perché la libertà e la dignità non si sono mai arrese!»
Aldo Alessio (Ulisse)
Già Sindaco di Gioia Tauro
Nota di tutela legale (art. 21 Cost.; art. 10 CEDU). Testo di satira e critica politica, libero e ironico riadattamento del Discorso agli Ateniesi di Pericle (Tucidide, Storie, II, 35-46). Non vengono attribuiti fatti determinati a persone determinate: le espressioni hanno carattere generale e figurato e sono funzionali alla critica del modo di amministrare, nel rispetto della continenza espressiva e del diritto di critica politica.



