CITTANOVA, TEATRO A RISCHIO, APPELLO DIRETTO A CANIZZARO: «IL TEATRO KALOMENA NON PUÒ ESSERE LASCIATO SOLO. SERVE UN INTERVENTO SUBITO!»
Ott 31, 2026 - redazione
CITTANOVA, TEATRO A RISCHIO, APPELLO DIRETTO A CANIZZARO: «IL TEATRO KALOMENA NON PUÒ ESSERE LASCIATO SOLO. SERVE UN INTERVENTO SUBITO!»
Un appello alla responsabilità istituzionale, mettendo da parte le divisioni politiche e le contrapposizioni personali. È questo il messaggio lanciato dalla redazione di Approdo alle istituzioni per salvaguardare la stagione teatrale del Kalomena e garantire continuità a una realtà culturale che negli anni ha saputo conquistare un ruolo di riferimento nel panorama cittadino.
L’appello è rivolto direttamente a Francesco Cannizzaro, sindaco della Città Metropolitana, chiamato a individuare una soluzione concreta per sostenere economicamente la stagione teatrale.
Il riconoscimento del lavoro svolto dall’associazione è al centro dell’intervento: al di là delle eventuali divergenze e delle valutazioni su alcune questioni, viene sottolineato il valore di un’esperienza che ha portato il teatro in città, costruendo iniziative culturali importanti e offrendo alla comunità occasioni di crescita e partecipazione.
«Quella associazione ha dimostrato di avere un metodo e di saper portare il teatro in città, facendolo diventare un punto di riferimento».
Da qui la richiesta di un intervento che permetta alla stagione di proseguire, assicurandole le risorse indispensabili e soprattutto la serenità necessaria per programmare il futuro.
L’invito viene esteso anche alle altre amministrazioni, a partire da quella comunale, affinché non venga meno il sostegno istituzionale a un progetto culturale che rappresenta un patrimonio per l’intera comunità.
Ma il passaggio politicamente più significativo arriva alla fine dell’intervento.
La richiesta è chiara: mettere temporaneamente da parte le battaglie politiche, le contrapposizioni e le divisioni, perché la cultura non può diventare ostaggio dello scontro tra schieramenti.
Le differenze politiche resteranno, le opinioni continueranno a essere diverse e ciascuno potrà portare avanti le proprie battaglie. Ma davanti al rischio di perdere una stagione teatrale e un’esperienza culturale importante, dovrebbe prevalere l’interesse della città.
Perché il teatro non ha colore politico. E una comunità che vuole crescere non può permettersi di spegnere i propri palcoscenici per una guerra tra istituzioni e politica.
Adesso servono risposte, non polemiche. E soprattutto servono risorse per far andare avanti il teatro.



