Area dello Stretto, Filcams CGIL Reggio Calabria: “L’integrazione urbana tra Reggio e Messina sia guidata dalla qualità del lavoro e dai diritti dei lavoratori”

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Il Protocollo d’Intesa siglato tra i Comuni di Reggio Calabria e Messina per la nascita dell’Area Metropolitana Integrata dello Stretto segna un passaggio politico di potenziale rilevanza storica per il nostro territorio. Superare dopo decenni la frammentazione amministrativa tra le due sponde dello Stretto significa aprire una stagione nuova per il Mezzogiorno, capace di proiettare la comunità dello Stretto al centro del Mediterraneo. Come FILCAMS CGIL dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria, sosteniamo con convinzione la visione di un unico bacino urbano ed economico, ma riteniamo doveroso sottolineare che nessuna vera integrazione potrà dirsi compiuta se non partirà dal lavoro, dai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e dalle reali esigenze delle persone che vivono e attraversano quotidianamente questi territori.

I contesti urbani delle due città presentano tratti fortemente complementari che chiedono di essere messi a sistema con intelligenza e visione strategica. Da una parte Reggio Calabria, con la sua struttura lineare aperta sul Waterfront e sul Lungomare, esprime un tessuto vivo e capillare di attività commerciali, ricettive e della ristorazione distribuite dal centro fino al suo hinterland metropolitano, dove la continuità con il porto e l’aeroporto rappresenta un polmone vitale per l’intera economia locale. Dall’altra parte Messina, nodo portuale strategico e porta di accesso alla Sicilia, vive la pressione quotidiana di grandi flussi di transito e pendolarismo che impattano direttamente sui servizi urbani, la ristorazione veloce, la vigilanza e la logistica.

Fino ad oggi queste due realtà si sono guardate a distanza, subendo i costi dell’insularità e della disconnessione. Unire davvero questi due contesti urbani significa creare un grande distretto metropolitano capace di attrarre investimenti, valorizzare il patrimonio culturale e fare del turismo e dei servizi un motore di sviluppo duraturo. Ma questo salto di qualità non si realizzerà da solo: la crescita economica dev’essere accompagnata da una precisa scelta di campo sul piano sociale.

Sviluppo integrato non può significare rincorsa al ribasso sui costi del lavoro o tolleranza verso la precarietà. Nel settore del turismo e del commercio, la creazione di un brand unico dello Stretto e la promozione integrata dei circuiti culturali devono diventare l’occasione per superare la piaga del lavoro stagionale privo di tutele, della frammentazione contrattuale e del sommerso. L’accoglienza, la ristorazione e la ricettività di un’Area Metropolitana moderna si fondano sulla stabilità occupazionale, sulla formazione e sulla dignità salariale degli addetti, non sullo sfruttamento.

Allo stesso modo, la gestione coordinata dei grandi servizi urbani — dalle pulizie alla manutenzione dei beni culturali, fino alla logistica dei trasporti — non deve trasformarsi in una giungla di appalti e subappalti al massimo ribasso. Chiediamo con forza che la governance dell’Area dello Stretto adotti regole chiare ed etiche: rispetto rigoroso dei Contratti Collettivi

Nazionali di Lavoro di categoria stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, clausole sociali ferree a tutela dell’occupazione nei cambi d’appalto e garanzia assoluta dei livelli di sicurezza.

Infine, c’è il tema cruciale della mobilità. L’integrazione del trasporto pubblico locale, il potenziamento dei collegamenti via mare e su gomma e l’introduzione del titolo di viaggio unico non devono essere pensati soltanto in funzione dei flussi turistici o del pendolarismo universitario. La continuità territoriale deve diventare una realtà concreta anzitutto per la classe lavoratrice. Chi lavora nei turni serali o festivi del terziario, della sanità integrata, del commercio, della vigilanza e dei servizi di pulizia tra le due sponde ha il diritto di potersi spostare in modo rapido, sicuro, con orari garantiti e a costi accessibili.

Un’Area Metropolitana Integrata non si costruisce solo attraverso i passaggi istituzionali o le cerimonie ufficiali: si costruisce ogni giorno nei luoghi di lavoro. Per questa ragione, la FILCAMS CGIL dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria chiede l’immediata istituzione di un tavolo sociale permanente affiancato al Protocollo d’Intesa, che veda il coinvolgimento attivo e diretto delle Organizzazioni Sindacali. Saremo presenti, con rigore e spirito costruttivo, in ogni fase di questo percorso, affinché la svolta dell’Area dello Stretto si traduca in buon lavoro, diritti diffusi e riscatto sociale per tutta la nostra comunità.