Nessuna pietà, nessun codice d’onore, la ‘ndrangheta nella Sibaritide ammazza anche le donne (e bambini), la scia di sangue è drammatica. Il fascicolo da domani alla Dda?

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La ‘ndrangheta brutale che con ferocia si scaglia anche contro vittime innocenti, non guardando in faccia a nessuno, siano donne o bambini. Quel “tribunale” di quella “montagna di merda” altrimenti detta mafia non conosce pietà né confini. Molte le vittime cadute sotto i colpi d’arma da fuoco, brutalmente assassinati. Ieri l’ennesimo agguato che apre a scenari pieni di interrogativi e che gli investigatori dovranno accertare, è finita la pax mafiosa nella Sibaritide o è iniziata una nuova sanguinosa faida? L’agguato di ieri in contrada Lattughelle nel territorio di Cassano allo Ionio è di chiaro stampo mafioso arrivato al culmine di un regolamento di conti concluso a colpi di piombo e sangue. Nella notte tra venerdì e sabato un commando contro Damiano Pepe, 64 anni detto “Tripolino”,

ma a perire sotto i colpi d’arma da fuoco è la moglie, Silvana Sibarelli, mentre Pepe è rimasto ferito. I killer sono entrati in azione nei pressi dell’abitazione di Pepe detto “Tripolino”, questo il nome in codice criminale ed è considerato “partecipe del locale di ‘ndrangheta di Corigliano” nonché “promotore della cosca degli Zingari nell’area coriglianese alle dipendenze di Santo Carelli, sia sull’area cassanese”. Occorre adesso capire che questo evento omicida non sia un apripista per una nuova guerra di mafia nella Sibaritide che non conosce né donne né bambini per la ferocia inaudita che la cronaca ci ha consegnato nella storia. Basti pensare che nel 2003 due sicari armati di kalashnikov per uccidere Salvatore Maritato, ma ad avere la peggio è stata la moglie Antonella Lopardo. Nello stesso perimetro ci fu un altro fatto di sangue che colpì un’intera nazione, quando il 16 gennaio 2014, vennero ritrovati senza vita un bimbo di tre anni, Cocò Campolongo, suo nonno Giuseppe Iannicelli e la compagna di quest’ultima Ibtissam Touss.

Un’altra vittima innocente sacrificata in un nome e per conto del più brutale regolamento di conti. Dalle ultime notizie Damiano Pepe detto “Tripolino”, sarebbe già stato sentito dagli investigatori, l’uomo è ferito, non in pericolo di vita, è vigile ed ha anche ricevuto la visita di alcuni familiari. Attualmente l’uomo è ricoverato nell’ospedale di Cosenza piantonato per ragioni di sicurezza. Il fascicolo dell’inchiesta, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo provinciale di Cosenza e della Compagnia di Cassano, coordinati al momento dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, già da domani potrebbero essere trasmessi alla Dda di Catanzaro. Viste le modalità dell’agguato e la caratura di Pepe, ritenuto un elemento di spicco della ‘ndrangheta della Sibaritide, infatti, gli investigatori sembrano avere pochi dubbi sulla matrice mafiosa dell’atto. Dalle prime ricostruzioni contro la coppia, il commando era formato da due sicari che hanno sparato una trentina di colpi con armi lunghe, forse anche un kalashnikov. Modalità, dunque, tipicamente mafiose. Nell’attesa del passaggio delle carte alla Dda di Catanzaro, i carabinieri stanno anche visionando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza di individuare un elemento utile ad indirizzare le indagini verso una pista ben definita per risalire agli autori e quindi al movente del delitto.