Gioia Tauro, “Il Teatro dell’Assurdo”. Alessio, “Il sipario si alza nuovamente e la farsa continua”

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IL TEATRO DELL’ASSURDO

Cronache di Resistenza Politica e Verità Documentate

a cura di Aldo Alessio (Ulisse)

MISS BALLE SPAZIALI alias La Capasanta

Cronaca di una gestione amministrativa tra annunci, narrazioni ad effetto e realtà dei fatti

Cinquantanovesima edizione — Il sipario si alza nuovamente e la farsa continua

1. Nebbia amministrativa e la strategia del polverone

Dopo il caso Pisano, la Capasanta ha pensato bene di sollevare un nuovo polverone mediatico attorno all’Associazione Alaga. Una mossa utile, a mio giudizio, soltanto come un’arma di distrazione di massa per distogliere l’attenzione pubblica dai nodi cruciali dell’attività amministrativa e dagli esiti — ancora riservati — della Commissione di accesso agli atti inviata dal Prefetto, che ha concluso il suo approfondito lavoro di controllo durato sei mesi lo scorso 10 ottobre 2026. A questa cortina fumogena si affianca l’ennesimo e stanco attacco rivolto al Direttore di «Approdo Calabria» Luigi Longo, la cui unica «colpa» è quella di fare il proprio lavoro informando la cittadinanza e ponendo legittimi interrogativi. In particolare, il giornalista ha evidenziato come apparirebbe singolare e problematico inaugurare il 23 ottobre una struttura che risulterebbe non ancora ultimata, priva di collaudo e gravata da una sospensione dei lavori di due mesi. Criticità che, ove confermate, renderebbero l’immobile privo dei requisiti di agibilità necessari alla sua effettiva destinazione d’uso.

2. L’eredità sociale di Alaga e la memoria di Graziella Carbone

L’Associazione Alaga nacque dalla straordinaria intuizione di Suor Giovanna Rositani, suora della Carità, e dall’impegno indefesso della prof.ssa Graziella Carbone, scomparsa qualche settimana fa, figura indimenticata nel campo del volontariato locale per il suo costante supporto alle famiglie più fragili. Dopo la sua prima presidenza, la guida dell’associazione è passata a Pasquale Macrì, poi ad Agostino Romeo (che sottoscrisse la convenzione trentennale dell’immobile con il Comune) e successivamente all’attuale Presidente, Michelino Verzì. L’immobile — un bene confiscato a Rocco Molè — fu assegnato all’Alaga sotto l’amministrazione Bellofiore a seguito di un regolare bando pubblico. All’epoca, giova ricordarlo per amore di accuratezza storica, la Capasanta ricopriva il ruolo di Capo Servizio di Ragioneria (categoria C).

3. Un bene rigenerato con risorse private e spirito comunitario

Vale la pena rammentare in quali condizioni si trovava il bene al momento della consegna: l’immobile era del tutto privo di infissi — asportati durante una notte prima dell’assegnazione —, privo di allaccio idrico e scollegato dalla rete elettrica. Nel corso di tutti questi anni, l’Alaga ha provveduto con proprie risorse economiche e con l’ausilio dei volontari alla riqualificazione del bene comunale, ripristinando i serramenti ed eseguendo consistenti interventi di miglioramento e messa a norma che ne hanno accresciuto il valore complessivo e la fruibilità sociale.

4. Dallo studio di fattibilità al maxi-finanziamento di 2 milioni

Nel novembre del 2021, la precedente amministrazione Alessio fu invitata ad un’iniziativa dell’associazione: in quell’occasione fummo messi a conoscenza della mancanza dell’ascensore a servizio del terzo piano, elemento indispensabile per ottenere l’accreditamento da parte della Regione Calabria ed il conseguente rilascio dell’autorizzazione necessaria alla creazione della «Casa Rifugio». Successivamente, il 26 marzo 2022, in occasione dell’inaugurazione della nuova cucina destinata al servizio mensa per gli indigenti, tornammo sull’argomento e prendemmo il formale impegno di reperire i finanziamenti necessari all’installazione dell’ascensore, così da rendere pienamente accessibile e funzionale il piano riservato al Centro Antiviolenza e Casa Rifugio «Thouret», già attivo e operante in sede da diversi anni. Da lì nacque un percorso sinergico e programmatorio tra Ente e volontariato.

Con la Delibera di Giunta Comunale n. 27 del 24 febbraio 2022 approvammo lo studio di fattibilità tecnico-economica per i lavori della «Casa rifugio – Centro antiviolenza per donne e bambini in beni confiscati alla mafia» (CUP C54D22000010006). A seguito di ciò, l’Agenzia Europea per la Coesione Territoriale ammise il progetto al n. 72 della graduatoria, concedendo un finanziamento di ben 2.040.000 euro. Il piano includeva anche la riqualificazione dell’area esterna adiacente, già confiscata e acquisita al patrimonio comunale, per la realizzazione di spazi verdi e ricreativi.

5. Cortocircuiti istituzionali e l’allergia alle domande del giornalismo

A fronte di questo percorso storico e cooperativo, appare sconcertante che un’associazione benefica, autorevole e con una lunga storia d’impegno sociale venga oggi marginalizzata e persino esclusa dagli eventi pubblici inerenti la struttura. Un sodalizio che ha investito risorse ed energie meriterebbe ben altro rispetto istituzionale. Altrettanto fuori luogo appare la reazione scomposta riservata a Luigi Longo: di fronte alle sue circonstanziate perplessità giornalistiche sulla mancanza di agibilità e sulla sospensione dei lavori, l’amministrazione non offre chiare e documentate smentite nel merito, ma preferisce indulgere nell’attacco personale: una tecnica ben collaudata che sembra manifestarsi ogni qual volta si sollevino obiezioni o punti di vista differenti.

Esprimo la mia piena vicinanza e la più totale solidarietà all’associazione Alaga, al suo Presidente Michelino Verzì e al Direttore di «Approdo Calabria» Luigi Longo.

6. La concretezza dei numeri: la mappa reale delle confische a Gioia Tauro

Infine, appare ricorrente il tentativo di addebitare alla precedente amministrazione Alessio presunte inerzie o ritardi nella gestione dei beni confiscati. La realtà dei fatti e i dati amministrativi smentiscono chiaramente questa narrazione. Il primo bene in assoluto confiscato alla ‘ndrangheta a Gioia Tauro (l’ex Euromotel confiscato a Peppino Piromalli, cl. 1921) fu acquisito proprio dalla terza amministrazione Alessio nel 1999. Complessivamente, su un totale di 76 beni confiscati presenti sul territorio, ben 34 beni (ossia circa il 45%) sono stati acquisiti e inseriti nel patrimonio comunale nel corso della III e IV amministrazione Alessio.

In particolare, durante la quarta amministrazione Alessio abbiamo acquisito ben 13 beni confiscati alla ‘ndrangheta, così suddivisi: 1 fabbricato industriale, 4 appartamenti, 2 box garage, 1 terreno edificabile e 5 terreni agricoli. Il dissesto di bilancio, l’emergenza Covid-19 e le ripercussioni della guerra in Ucraina non ci permisero di reperire le ingenti risorse necessarie per gli interventi di straordinaria manutenzione e ristrutturazione di tutti gli immobili indispensabili prima di procedere alla loro assegnazione. Siamo dovuti ricorrere perfino al Tribunale di Palmi per rientrare in possesso di un bene confiscato, una villa, e assegnato al Comune (compreso tra via Cusmano e via Diaz), che era stato precedentemente consegnato a un’associazione inattiva, la quale ne aveva consentito l’indebito possesso e godimento a un nucleo familiare privato.

7. Dai cassettoni chiusi alla restituzione pubblica dei beni

Tra questi interventi concreti figura l’acquisizione nel 2019 dell’ex Silo in località Pontevecchio (confiscato a Pino Piromalli nel 2005 e mai incamerato nei 14 anni precedenti): da noi è stato acquisito al patrimonio indisponibile del Comune e trasformato nella nuova Isola Ecologica Comunale. Ricordiamo inoltre l’acquisizione del piano terra e primo piano di Palazzo Oliveri sulla Statale 111, destinati al Centro Regionale per l’Impiego attraverso un’apposita procedura d’appalto avviata durante il nostro mandato, nonché la destinazione del bene ex Perri alla Città Metropolitana per ospitare l’Istituto Nautico, oltre all’acquisizione di svariati terreni agricoli destinati ad uso pubblico indisponibile.

8. L’antimafia dei fatti e delle sentenze contro la retorica dell’esibizione

Sul fronte della legalità e del contrasto al crimine organizzato, le posizioni e gli impegni si testimoniano nei fatti. Il giornalista Luigi Longo ha ricordato la sua partecipazione quale teste in dibattimenti penali a seguito di formali querele e denunce rese agli organi di Polizia, tra cui i processi «Tallone d’Achille», «Conchiglia» e, aggiungo io, «Cent’anni di Storia». La storia personale e amministrativa del sottoscritto annovera parimenti denunce, esposti e testimonianze rese nelle aule di giustizia e sfociate in sentenze irrevocabili. È questa la differenza profonda tra un’antimafia puramente declamata a mezzo stampa o mediante videomessaggi ed un’antimafia sostanziale, fatta di atti formali, denunce circostanziate e testimonianze dirette di fronte ai magistrati. Tutti i nodi, infine, giungono al pettine: la verità amministrativa e storica resta l’unico faro a cui ancorare la nostra condotta.

«Tutti i nodi vengono al pettine. Le bugie hanno le gambe corte e Pinocchio ha il naso lungo. Ce la faremo, perché non ci siamo mai arresi!»

Aldo Alessio (Ulisse)

Già Sindaco di Gioia Tauro

Comunicato N° 59 — 22 ottobre 2026 | Precedente: N° 58

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