La Calabria si ferma: dal 16 al 20 ottobre è sciopero totale. «Una situazione ormai intollerabile»
Ott 08, 2026 - redazione
La Calabria si ferma: dal 16 al 20 ottobre è sciopero totale. «Una situazione ormai intollerabile»
Dal 16 al 20 ottobre la Calabria rischia di fermarsi. È questo l’allarme lanciato dagli operatori del settore, che annunciano una mobilitazione totale contro il caro carburante, il caro energia e l’aumento generalizzato dei costi che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese.
Lo sciopero potrebbe avere ripercussioni pesanti sull’intero territorio: supermercati, centri commerciali e attività economiche potrebbero trovarsi senza merci, con conseguenze dirette anche per i consumatori.
«La situazione è diventata intollerabile e il Governo continua a sottovalutarla», è il grido d’allarme.
A pagare il prezzo più alto, secondo i promotori della protesta, sono soprattutto le famiglie monoreddito, gli agricoltori, gli autotrasportatori e tutti coloro che dipendono quotidianamente dai mezzi meccanici per lavorare.
Il problema riguarda l’intera filiera. Il costo del carburante rende sempre più difficile lavorare la terra, mentre per i camionisti diventa sempre più oneroso trasportare le merci fino alla destinazione finale. E quando aumentano i costi di produzione e trasporto, inevitabilmente aumentano anche i prezzi sugli scaffali.
È un effetto domino che rischia di ricadere direttamente sulle tasche dei cittadini.
«È diventato impossibile lavorare la terra. È diventato impossibile trasportare le merci con prezzi che stanno diventando insostenibili», denunciano gli operatori.
La protesta, però, non vuole essere soltanto una manifestazione di disagio economico. È soprattutto una richiesta di attenzione e di interventi concreti.
«In un Paese democratico e civile come l’Italia non si può continuare a ignorare una situazione simile. La Calabria si ferma per dignità e per cercare soluzioni».
Dal 16 al 20 ottobre, dunque, la Calabria potrebbe lanciare un segnale forte al Governo e all’intero Paese: senza risposte immediate, il rischio è che a fermarsi non siano soltanto i camion, ma un’intera economia regionale.



