Falcomatà a Davoli al fianco dei lavoratori in protesta: “La Calabria che produce non ce la fa più”

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Il consigliere regionale del Pd al presidio che coinvolge diversi comparti dell’economia regionale: «Questa è la realtà dura e cruda, altro che la narrazione patinata di Occhiuto. Servono risposte immediate contro un dramma che impoverisce territori e famiglie»

«Stamattina ho preso parte alla mobilitazione di Davoli per stare al fianco degli agricoltori e dei lavoratori contro il caro carburante e le condizioni economiche e commerciali che stanno mettendo in ginocchio intere filiere produttive». E’ quanto afferma Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale del Partito Democratico, presente al presidio degli operatori del comparto agricolo.

«Quella che vediamo oggi – sottolinea Falcomatà – è una crisi che attraversa settori diversi e che coinvolge il sistema produttivo nel suo complesso. Ci sono gli agricoltori, ma anche autotrasportatori, numerosi tra vivaisti, olivicoltori, imprese edili ed un’infinità di altre categorie che costituiscono un’energia vitale per la nostra economia. Porterò in Consiglio regionale le loro ragioni e il loro dolore perché è oltremodo insopportabile l’indifferenza di chi, piuttosto, dovrebbe ricercare soluzioni. Davanti al dramma di centinaia di calabresi, il presidente Roberto Occhiuto e l’assessore Gianluca Gallo non possono continuare a fare orecchie da mercante. Servono risposte immediate e concrete».

Così, il consigliere regionale, evidenzia quella che definisce una «forte dicotomia» tra la rappresentazione della Calabria nelle grandi vetrine istituzionali e la realtà vissuta quotidianamente dalle imprese: «Da una parte – dice Falcomatà – c’è la Calabria patinata del Vinitaly, delle fiere, degli stand e della promozione delle nostre eccellenze, dall’altra c’è la Calabria reale che, in queste ore, è qui a Davoli e che urla il proprio grido di dolore. Non metto in discussione il valore della promozione dei nostri prodotti e delle nostre eccellenze, tuttavia una Regione non può limitarsi alla vetrina. Deve occuparsi anche delle condizioni in cui quelle eccellenze vengono prodotte».

«Le piccole e medie imprese, gli agricoltori, gli autotrasportatori, i vivaisti e gli olivicoltori – prosegue Falcomatà – stanno mettendo davanti agli occhi del Paese problemi seri. Eppure, una protesta che coinvolge tanti comparti del mondo produttivo calabrese, trova poco spazio nel racconto nazionale. Infatti, se lavoratori e imprese stanno manifestando la propria difficoltà, il dibattito sembra spesso concentrarsi maggiormente sulla narrazione che il presidente Occhiuto propone della Calabria. C’è, però, una differenza netta e sostanziale tra raccontare una realtà e confrontarsi con essa».

«La realtà – conclude Giuseppe Falcomatà – oggi è qui, a Davoli. È nei campi, sui camion, nei trattori, nei vivai, nei cantieri, nelle aziende e ci dice che c’è una parte importante della Calabria produttiva che non ce la fa più. Vuole risposte subito, senza ulteriori indugi o inutili promesse. Servono soluzioni e non quel torrido silenzio che equivale all’impoverimento di interi territori ed alla morte di un’economia intera».