Spopolamento, Nesci: “Da Fantino ai piccoli borghi del Sud, il Right to Stay deve diventare una politica concreta”
Set 21, 2026 - redazione
«Quattro abitanti a Fantino, frazione di San Giovanni in Fiore, 144 a Celle di San Vito, poco più di 220 a Valle dell’Angelo e meno di 200 a San Paolo Albanese. Calabria, Puglia, Campania e Basilicata raccontano, attraverso territori diversi, una stessa emergenza: comunità che progressivamente perdono popolazione, giovani e capacità di costruire futuro».
Lo dichiara Denis Nesci, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, intervenendo sul tema dello spopolamento delle aree interne del Mezzogiorno: «Dietro questi numeri non ci sono soltanto statistiche. Quando un paese si svuota vengono messi a rischio servizi, attività economiche, patrimonio culturale e la stessa capacità di mantenere viva una comunità».
Per Nesci, la risposta passa anche dal Right to Stay, il diritto a restare, principio che nel dibattito europeo indica la possibilità per i cittadini di restare, tornare o scegliere di vivere nei territori rurali disponendo di lavoro, istruzione, servizi, casa e condizioni adeguate di vita: «Il punto non è impedire ai ragazzi di partire. Studiare altrove, viaggiare e fare esperienze è una ricchezza. Il problema nasce quando partire diventa l’unica possibilità e non esistono più condizioni per restare o ragioni concrete per tornare».
La questione demografica è ormai parte integrante del confronto sulla futura politica europea di coesione, che riconosce la necessità di interventi mirati nei territori colpiti da declino demografico, perdita di competenze e riduzione dell’accesso ai servizi essenziali: «Contrastare lo spopolamento significa intervenire su lavoro e competitività delle imprese, infrastrutture, digitalizzazione, abitazione, trasporti, sanità e servizi. Il Right to Stay deve tradursi esattamente in questo: strumenti concreti per rendere nuovamente attrattivi territori che oggi rischiano di perdere progressivamente popolazione».
«Fantino e tanti piccoli centri del Sud – conclude Nesci – ricordano quanto la questione sia urgente. Partire deve continuare a essere una possibilità, ma non può diventare l’unica scelta».



