Alecci sulla necessità di azioni di prevenzione in Calabria contro il cambiamento climatico. Presentata mozione in Consiglio
Set 14, 2026 - redazione
Dopo un inverno difficile, la nostra regione sta vivendo una delle estati più calda di sempre dal punto di vista climatico. Il riscaldamento del Mediterraneo sta provocando un mutamento irreversibile che secondo gli esperti porterà le nostre zone ad essere vittime di fenomeni che una volta eravamo abituati a vedere solo in televisione. Quelli che prima apparivano come fenomeni sporadici, oggi sembrano molto più frequenti, e potrebbero verificarsi già con l’arrivo dei primi freddi. Già in questi giorni ne abbiamo avuto un primo assaggio in tutta Italia. E la Calabria, con le fragilità che caratterizzano il proprio territorio, è assolutamente a rischio, come ci ricordano i gravissimi fatti del camping Le Giare a Soverato, l’alluvione di Vibo Valentia o quella più recente nella zona di San Pietro a Maida.
Lungi dal voler essere polemico o allarmista, credo che queste premesse debbano spingerci verso una serie di riflessioni relative alle azioni che possiamo e dobbiamo intraprendere già oggi per cercare di farci trovare sempre più preparati di fronte ad eventi come questi. La politica non può restare a guardare. Con un atteggiamento previdente occorre gettare le basi per un approccio sempre più attento alla prevenzione e alla gestione di questi fenomeni climatici. Per questo motivo ho presentato una mozione in Consiglio regionale al fine di spronare la Regione a creare una cabina di regia per intervenire in maniera condivisa e multidisciplinare, con una task force dedicata, composta da esperti del settore. La mozione intende promuovere un maggiore collegamento tra enti (Regione, Province, Comuni, Calabria Verde, Consorzi di Bonifica, Protezione Civile etc.) e la dotazione di maggiori risorse per la manutenzione dei corsi d’acqua. Parlare ancora di interventi contro l’erosione costiera o la tutela dell’ambiente, in maniera separata e distaccata potrebbe essere riduttivo e inefficace, così come è diventato ormai sconfortante assistere allo “scaricabarile” di responsabilità che avviene dopo ogni evento di questo tipo.
Occorre programmare gli interventi monitorando le aree più a rischio e fornendo delle priorità, così come già succede in regioni come la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia Romagna. Si potrebbero creare, così, dei modelli integrati basati sul monitoraggio, la prevenzione, la gestione dell’emergenza e dei soccorsi, la sensibilizzazione della popolazione, che potranno garantire una sempre migliore risposta dei nostri territori. Investire in prevenzione oggi, inoltre, ridurrebbe (e in alcuni casi eliminerebbe) eventuali costi di domani, relativi alle ricostruzioni e ai ristori. Purtroppo reagire non basta più, occorre un cambio di prospettiva che ci possa far essere sempre più pronti. Senza allarmismi, ma con lungimiranza.



