Tilde Minasi presenta interrogazione parlamentare sulle denunce dell’Asp al comitato spontaneo per la tutela di Polistena

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MINASI-Al Ministro della salute. – Premesso che:
presso il presidio ospedaliero “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena (Reggio Calabria) opera da diversi anni il “comitato spontaneo a tutela della salute”, promotore di iniziative pubbliche, presidi, manifestazioni e interlocuzioni con le istituzioni in merito alle condizioni dell’ospedale e, più in generale, all’organizzazione dei servizi sanitari nella piana di Gioia Tauro; il comitato risulta attivo almeno dal 2022 e ha ripetutamente sollecitato interventi sul presidio ospedaliero e sulla rete dei servizi sanitari territoriali;
tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 il comitato ha intensificato le iniziative pubbliche concernenti, tra l’altro, la situazione del reparto di anestesia e rianimazione e le condizioni organizzative dell’ospedale di Polistena, promuovendo anche una raccolta di sottoscrizioni e una diffida indirizzata ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, sottoscritta da circa 2.400 cittadini;
nel marzo 2026 l’ASP di Reggio Calabria ha assunto un’iniziativa giudiziaria in relazione alla diffida e alle contestazioni formulate dal comitato, contestandone, secondo quanto riportato pubblicamente, il contenuto sotto il profilo della possibile diffamazione e della configurabilità del reato di cui all’articolo 368 del codice penale, nonché sostenendo che alcune comunicazioni avrebbero potuto determinare un ingiustificato allarme nella popolazione; la vicenda ha successivamente alimentato un ampio dibattito pubblico sul rapporto tra diritto dei cittadini alla partecipazione e alla segnalazione delle criticità dei servizi pubblici e tutela dell’immagine e dell’operato delle amministrazioni sanitarie;
tale iniziativa giudiziaria, allo stato delle informazioni pubblicamente disponibili, non consente tuttavia di attribuire alcuna responsabilità ai soggetti interessati, trattandosi di una vicenda sottoposta alle competenti autorità giudiziarie;
parallelamente, sono pervenute all’interrogante segnalazioni concernenti le modalità con cui, in alcune circostanze, il comitato avrebbe svolto la propria attività all’interno o in prossimità del presidio ospedaliero, anche attraverso interlocuzioni dirette con dirigenti, responsabili di unità operative e personale sanitario;
le predette segnalazioni, che non risultano allo stato oggetto di un accertamento da parte dell’interrogante, prospettano l’opportunità di verificare se, in singoli casi, l’attività di soggetti esterni all’organizzazione sanitaria possa aver determinato indebite pressioni sulle decisioni organizzative o gestionali dell’azienda, ovvero condizionamenti sull’autonomia professionale dei dirigenti e degli operatori sanitari;
appare, pertanto, necessario assicurare un equilibrio tra due esigenze entrambe meritevoli di tutela: da un lato, il pieno riconoscimento del diritto dei cittadini, delle associazioni e dei comitati a segnalare disservizi, formulare proposte e partecipare al confronto sulle politiche sanitarie; dall’altro, la salvaguardia dell’autonomia delle strutture sanitarie, dell’imparzialità dell’azione amministrativa, dell’autonomia tecnico-professionale degli operatori e della serenità dell’ambiente di lavoro;
la questione assume particolare rilievo anche alla luce della fase di riorganizzazione dellagovernancedella sanità calabrese e del nuovo piano di rientro sanitario 2026-2028, nell’ambito del quale il Ministero della salute continua a svolgere attività di verifica e monitoraggio sul sistema sanitario regionale,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza e anche attraverso gli organismi e gli strumenti di verifica e monitoraggio previsti dall’ordinamento, intenda acquisire dalle competenti autorità regionali e dall’ASP di Reggio Calabria elementi informativi in ordine ai rapporti e alle modalità di interlocuzione intercorsi tra il comitato spontaneo a tutela della salute di Polistena e i vertici dell’ASP, della direzione del presidio ospedaliero e delle unità operative interessate, al fine di verificare, da un lato, che sia pienamente garantito il diritto dei cittadini e delle formazioni sociali a segnalare criticità e partecipare al confronto sulle politiche sanitarie e, dall’altro, che non si siano determinate, da parte di soggetti estranei all’organizzazione aziendale, indebite interferenze o pressioni suscettibili di incidere sull’autonomia gestionale e organizzativa dell’azienda, sull’imparzialità delle decisioni o sull’autonomia tecnico-professionale dei dirigenti e degli operatori sanitari, nonché se, all’esito degli eventuali accertamenti, ritenga di riferire sulle risultanze emerse e sulle iniziative eventualmente necessarie a garantire un corretto equilibrio tra partecipazione civica, trasparenza dell’azione amministrativa e autonomia delle strutture e dei professionisti sanitari.
(3-02767)