Ciacci (Futuro Nazionale), “Informazione o gogna mediatica? La Calabria risponde con i fatti”
Set 09, 2026 - redazione
Il cortocircuito mediatico a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni offre l’ennesimo, triste esempio di come il giornalismo militante tenda a calpestare la realtà pur di confezionare il titolo a sensazione.
Tutto parte dal clamoroso esposto del Sindacato dei Militari, guidato da Luca Marco Comellini, rimbalzato lo scorso 28 agosto sulle prime pagine con toni apocalittici. I giornali si sono precipitati ad annunciare a caratteri cubitali che il Generale Roberto Vannacci fosse indagato per la presunta ricostituzione del partito fascista. Una ricostruzione falsa e smentita seccamente dai fatti: la Procura Militare ha dovuto precisare di non aver aperto alcuna indagine nei confronti del Generale, nessun nome è stato iscritto nel registro degli indagati e non vi è alcuna menzione della legge Scelba.
Quanto al secondo esposto presentato alla Procura Ordinaria di Roma, si tratta esclusivamente della tesi contenuta nell’atto depositato da un sindacato, non di un’apertura d’indagine da parte dei magistrati, né tantomeno di un rinvio a giudizio o di una sentenza.
La domanda che dobbiamo porci è limpida: quale sarebbe la prova regina di questo presunto fascismo? La difesa della famiglia naturale? L’identità cristiana? La tutela della vita? La remigrazione? L’introduzione dell’educazione militare nelle scuole? Su temi come questi è legittimo essere favorevoli o contrari, ma il dibattito politico non può trasformarsi in un tribunale inquisitorio. La legge Scelba richiede presupposti ben diversi: finalità antidemocratiche, la violenza come metodo di lotta politica, la volontà di sopprimere le libertà costituzionali o la reale riorganizzazione di un partito fascista. Al contrario, Futuro Nazionale siede in Parlamento, partecipa alle competizioni elettorali chiedendo il consenso democratico degli italiani, e fonda il proprio statuto sul principio della democraticità interna e sul rispetto delle minoranze.
Quando un esposto di parte viene artatamente trasformato dai titoli di giornale in una condanna sommaria, il sospetto diventa una certezza. Se consideriamo che Futuro Nazionale viaggia stabilmente intorno all’8% nei sondaggi, superando i partiti tradizionali, la vera domanda da farsi è un’altra: i nostri avversari stanno davvero combattendo un pericolo per la democrazia, o stanno tremando per la conservazione delle loro poltrone?
A dispetto dei tentativi di delegittimazione, la marcia di Futuro Nazionale non si ferma. Il prossimo 13 settembre, in vista delle elezioni suppletive per la Camera dei Deputati nel collegio di Reggio Calabria, il Generale Vannacci tornerà in Calabria, facendo tappa a Siderno per incontrare i cittadini e la dirigenza regionale del partito.
Questa tornata elettorale, tuttavia, è anche lo specchio di un clima politico regionale sempre più isterico, come dimostrano le recenti uscite del Presidente della Regione e di Forza Italia, Roberto Occhiuto, pronto a sventolare la parola “tradimento” contro chi sceglie liberamente di cambiare casacca o percorso politico.
Prima di pontificare sui cambi di campo, il Presidente Occhiuto farebbe bene a guardare in casa propria, partendo da casi eclatanti come quello dell’Onorevole Erik Pretto, eletto con la Lega e oggi comodamente accomodato tra le file di Forza Italia. Ci chiediamo: anche l’Onorevole Pretto viene considerato dal Presidente un traditore e un mercenario? O la morale cambia a seconda di chi siede sulla sponda di governo?
A chi tenta di delegittimare il territorio rispondiamo contrapponendo la figura dell’Onorevole Domenico Giannetta: un uomo che ha compiuto una scelta politica libera e trasparente, un professionista radicato nel proprio territorio che conosce profondamente le reali problematiche della Calabria, ben distante dai loghi dei burocrati calati dall’alto.
Da Reggio Calabria partirà la prima, forte risposta dei cittadini. I futuristi faranno sentire la loro voce e la loro presenza, dimostrando che la libertà di pensiero e il consenso popolare valgono molto più dei teoremi mediatici e delle polemiche di palazzo.
Quando la politica sceglie la via del fango preventivo e della gogna mediatica, dimostra di temere l’unica vera sentenza che non può pilotare: quella dei cittadini. Sostituire il confronto democratico sui programmi con l’arma giudiziaria preventiva non è solo un atto di debolezza, è la spia di un sistema che ha paura del cambiamento reale. Ma in terra di Calabria la verità ha radici profonde, e la risposta migliore a chi governa per inerzia sarà sempre l’energia di chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Claudio Maria Ciacci Referente Futuro Nazionale Giovani Catanzaro Comitato 533



