QUANDO LA STORIA DIVENTA SCOMODA. L’AUTOGOL DI CHI CERCA UNA COLLOCAZIONE CON VANNACCI PER SOPRAVVIVERE! DA POLISTENA A REGGIO CALABRIA PASSANDO PER ROMA E MILANO…
Ago 30, 2026 - redazione
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QUANDO LA STORIA DIVENTA SCOMODA. L’AUTOGOL DI CHI CERCA UNA COLLOCAZIONE CON VANNACCI PER SOPRAVVIVERE! DA POLISTENA A REGGIO CALABRIA PASSANDO PER ROMA E MILANO…
C’è un punto oltre il quale il confronto politico non può più essere soltanto una questione di opinioni.
È la memoria.
L’Italia è uscita dal fascismo attraverso una guerra, una dittatura, una tragedia nazionale e una Resistenza pagata con il sangue di migliaia di persone. Il fascismo non è una pagina folkloristica della nostra storia. È una dittatura che ha cancellato libertà, perseguitato oppositori, distrutto istituzioni democratiche e trascinato il Paese nella Seconda guerra mondiale al fianco di Hitler.
Per questo sorprende — e preoccupa — che oggi qualcuno senta il bisogno di riscoprire i presunti “meriti” di quella stagione.
Il rispetto per le persone è sacrosanto. Il confronto democratico è sacrosanto. Anche le idee che non condividiamo hanno diritto di essere espresse. Apprezzando Fini e Meloni nel prendere le distanze dal ventennio Mussoliniano. Diciamolo chiaramente con Vannacci si stanno posizionando i voltagabbana della politica alla ricerca di prebende future e collocazione politica per il futuro. Di questi personaggi l’Italia non ha bisogno. La politica si serve non si utilizza per vivere. La politica è momentanea non un lavoro pubblico permanente.
Ma una democrazia seria non può trasformare il fascismo in una semplice opinione tra le tante.
Perché la storia non si riscrive a seconda delle convenienze del momento.
E soprattutto non si può parlare dell’Italia dimenticando le città e gli uomini che hanno combattuto per restituirle la libertà.
Polistena, in questo senso, non è soltanto un nome su una cartina. È una comunità che ha conosciuto la Resistenza, le lotte sociali e politiche, l’antifascismo. È la storia di uomini come Mommo Tripodi e di generazioni, ( ad iniziare dal sindaco attuale Michele Tripodi), che hanno scelto da che parte stare quando scegliere aveva un prezzo.
Oggi possiamo discutere di tutto.
Possiamo criticare la sinistra, la destra, il governo, l’opposizione. Possiamo avere idee diverse sul futuro dell’Italia.
Ma c’è una cosa che non dovrebbe essere negoziabile: la consapevolezza di ciò che è stato.
Perché chi dimentica come è nata la nostra democrazia rischia di non capire quanto sia preziosa.
Rispetto per tutti. Rispetto per chiunque. Ma la storia deve insegnare.
E quando la storia smette di insegnare, il rischio è che qualcuno ricominci a raccontare il fascismo come se fosse stato soltanto un altro capitolo della politica italiana.
Non lo è stato.
E non lo sarà mai.



