L’atroce morte di Ornella Forastefano, arriva la conferma dell’autopsia, traumi e numerose lesioni alla base del decesso

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Vasti traumi e numerose lesioni sono stati riscontrati sul corpo di Ornella Forastefano, la 46enne lasciata agonizzante davanti all’ospedale di Trebisacce, in provincia di Cosenza, alle 3 del mattino e poi morta. Traumi e ferite inferti e che sono all’origine del decesso. Sarebbe questo l’esito dell’autopsia eseguita oggi. La morte sarebbe stata provocata «da un’azione connotata da inaudita e spropositata violenza, da sicuro accanimento e da una sovrabbondanza di gesti lesivi in suo danno». Sul corpo sono stati effettuati anche esami di laboratorio i cui risultati saranno resi noti tra alcuni giorni. Lo scrive la gip del Tribunale di Bari nell’ordinanza con la quale ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere di Elvis Bisho – vero nome di Elvis Metvelaj che è solo un alias – per femminicidio aggravato dalla relazione intrattenuta con Ornella Forastefano la 46enne lasciata agonizzante, o forse già morta, davanti all’ospedale di Trebisacce alle tre di domenica scorsa. L’uomo, infatti, era stato fermato nella mattinata di domenica dalla Polizia di frontiera, su input dei militari dell’Arma, nel porto di Bari mentre cercava di tornare nel suo Paese. Adesso gli atti sono tornati ai magistrati di Castrovillari che dovranno proseguire le indagini. Inoltre, secondo il gip sarebbe stato lo stesso Bisho ad «aggredire brutalmente, alla presenza della compagna (che tentava invano di arginarlo) la guardia medica di Amendolara poche poche prima del tragico evento, per la necessità di conoscere se fosse “lui quello di ieri”, circostanza che evidentemente riscontra il contegno ossessivo e geloso dell’uomo, il quale, con ogni probabilità tentava di individuare chi fosse il suo “rivale in amore”». Gli elementi consentono, per la gip, di «ritenere che l’azione omicidiaria sia stata posta in essere quale espressione di prevaricazione, controllo e possesso della persona offesa in quanto donna» e che quindi sia contestabile il reato di femminicidio. L’autopsia è stata eseguita oggi dall’equipe di medicina legale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro, guidata dalla professoressa, Isabella Aquila. In particolare, sono stati eseguiti esami radiologici per approfondire l’entità delle lesioni.