È stata eseguita ieri pomeriggio l’autopsia del giovane Giuseppe Pisano, originario di Rosarno, trovato agonizzante presso la Stazione ferroviaria di Palmi

Tutta la vicenda, nonostante le indagini autoptiche, è ancora avvolta nel mistero e nell'ignoto.
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Di Caterina Restuccia

È stata eseguita ieri pomeriggio l’autopsia del giovane Giuseppe Pisano, originario di Rosarno, trovato agonizzante presso la Stazione ferroviaria di Palmi.

Tutta la vicenda, nonostante le indagini autoptiche, è ancora avvolta nel mistero e nell’ignoto.

Ciò nonostante, già sin dal ritrovamento, qualche dettaglio è trapelato e tra le notizie che saltano a singhiozzo sul web, miste su testate online e post personali e di pagine di gruppo, emerge che sin dalle prime attività diagnostiche del 118 il ragazzo avesse riportato emorragie interne e lesioni, molto probabilmente concentrate nell’area addominale e questo fa subito pensare e concludere ad una vera e propria aggressione.

Sin dal giorno del ritrovamento si è cercato di ripercorrere la giornata del giovane.

Uniche certezze due telefonate, la prima del giovane verso il recapito del padre per avvisarlo che stava dirigendosi alla fermata della stazione e rientrare a casa, la seconda telefonata, invece, fatta dalla sorella del giovane, per accertarsi dell’arrivo di Giuseppe, poiché erano già trascorse poco più di due ore dal suo avviso. Ma alla seconda chiamata a rispondere non era più Giuseppe, era il 118 che lo aveva preso in carico e soccorso.

La comunità è sconcertata e sgomenta, non conoscendo ancora con precisione le cause del decesso, pensa a possibili esterne responsabilità.

Giuseppe Pisano, ragazzo buono e fragile, sensibile, frequentava abitualmente la cittadina da solo o in compagnia dei propri congiunti e amici, era seguito con cura dalla famiglia e non aveva mai dato alcun disturbo e alcun fastidio a nessuno.

Oggi si fanno decine di ipotesi, ma la realtà è che le indagini sono coperte da segreto necessario al fine di rintracciare al più presto la verità.

Ad indagare è la Procura di Palmi, mentre l’autopsia è stata eseguita a Catanzaro e bisognerà attendere almeno 60 giorni per avere tutti gli esiti scientifici definitivi per poter avere una relazione dettagliata del caso.

Intanto la popolazione insorge con mille domande e si mette in relazione la vicenda di Pisano con quella di un altro giovane, Salvatore Bsarbarotto, originario di Gioia Tauro, ritrovato anch’egli agonizzante presso la Stazione ferroviaria di Palmi in circostanze anche qui misteriose, ma con grandi analogie alla vicenda di Pisano. Il caso Barbarotto, però, non era stato attenzionato alle Forze dell’Ordine e mai era stata richiesta autopsia.

C’è da riflettere su molte, troppe coincidenze: una fermata ferroviaria molto isolata, forse anche non perfettamente sorvegliata da telecamere, viste i troppi dubbi, ambo i giovani sono giovani fragili e delicati, con alle spalle esperienze di dolore fisico e psicologico e perdita di familiari importanti come la madre, infine un altro fattore che fa riflettere è anche la fascia di età, il giovane Pisano di 28 anni e il giovane Barbarotto di poco più giovane.

Tra le voci cittadine, tra le testimonianze gratuite si converge verso l’aggressione da banda e da branco.  Non si tace sulle aggressioni verbali e fisiche iterate nei loro confronti da parte di ragazzi allo sbando, si racconta di continue umiliazioni.

Rimangono tante altre domande: sono morti perché figli di una società poco attenta, sorda, cieca ai bisogni? Sono morti perché si ha paura di intervenire e proteggerli? Sono morti perché la società e gli Enti preposti, Servizi Sociali in primis, sono troppo impegnati in altro o poco adempienti?

Questi ragazzi sono figli di tutti noi, una riflessione e un invito: non lasciamoli soli!

Caterina Restuccia