Il 22 agosto a San Giorgio Morgeto secondo appuntamento di TeatroInPiazza 2026

banner pasticceria taverna

Il 22 agosto a partire dalle 21.30, TeatroInPiazza 2026 chiude i propri impegni artistici con la messa in scena della commedia dialettale “Girolamu Stuppapamgugghj: lu mortu intra” tratto da una libera rielaborazione curata da Gigi Gargano che ne cura anche la regia.

Il progetto teatrale di San Giorgio Morgeto, organizzato dall’associazione artistica e culturale Nova Morgetia, giunge alla sua terza edizione grazie all’impegno dei volontari attori e non, alcuni dei quali provengono da altri paesi della piana di Gioia Tauro (Polistena, Anoia, Taurianova, Oppido Mamertina), consolidando un’organizzazione composita che si pone come obiettivo principale la crescita artistica, principalmente teatrale, come volano di sviluppo economico e sociale.

In questi anni l’associazione ha coinvolto tanti cittadini e, grazie al teatro dei ragazzi, molti giovanissimi e piccoli, alcuni dei quali hanno calcato il palcoscenico per la prima volta già lo scorso anno.

Puntando alla valorizzazione di autori locali, sempre lo scorso anno ha messo in scena “La Storia di Pasquinella” della scrittrice sangiorgese Brigida Berlingeri e, nel prossimo futuro intende mettere in scena altri scritti editi e inediti, sempre opera di autori sangiorgesi e non solo.

Importante è l’impronta artistica teatrale che la dirigenza vuole dare ai gruppi, attualmente sono due, con la rappresentazione di testi noti, come Filumena Marturano, messa in scena lo scorso 26 luglio o “La giara” messa in scena dai ragazzi lo scorso anno, insieme a testi meno noti, inediti o dialettali: una connotazione ampia che riesce a coinvolgere più persone con gusti artistici differenti ma uniti dall’amore per il proprio paese e per il teatro.

Il Presidente, Gigi Gargano così si esprime: “ho sempre pensato e sostenuto che il teatro, oltre ad essere un potente strumento di riflessione, aggregazione e crescita personale, è lo specchio della società. È un valido alleato che ha tramandato il sapere nel corso dei secoli rendendolo accessibile a tutti: una fonte di conoscenza e un arricchimento della consapevolezza dell’essere umano. Il teatro amatoriale entra a pieno titolo in questi concetti perché forma vitale di espressione culturale e volontariato che promuove la socialità, la crescita personale e la diffusione della cultura teatrale sul territorio. Non essendo finalizzato al profitto, offre libertà creativa e valorizza la passione, rappresentando un ponte tra la comunità e l’arte scenica”.

L’associazione, conclude il Presidente, “opera convintamente sull’intensità emotiva piuttosto che sulla professione, coinvolgendo l’individuo nella sua totalità (fisicità, pensieri ed emozioni), educando alla relazione, oltre che alla cultura vissuta come un’esperienza attiva che varca ogni pensiero, diventando motore di cambiamento e creatività, capace di generare inclusione e valore sociale tangibile. Grazie a questi valori il teatro diventa esso stesso una forma di associazionismo che vince ogni qualvolta allontana tutti o anche uno solo dalla non-cultura e da ogni sua distorsione”.