Spiagge, un’estate di scadenze mancate: bando deserto, gara last minute e un contributo regionale perso per due giorni

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Spiagge, un’estate di scadenze mancate: bando deserto, gara last minute e un contributo regionale perso per due giorni

A pochi giorni dalla fine della stagione balneare 2026, il Comune di Cirò Marina si ritrova ancora senza un servizio organizzato di assistenza e pulizia sulle spiagge libere del territorio – che coprono oltre il 70% dell’intero litorale cittadino – e ha perso l’accesso a un contributo regionale pensato per l’accessibilità dei bagnanti diversamente abili. Due vicende distinte, ricostruite attraverso gli atti amministrativi pubblicati dal Comune e dalla Regione Calabria, che raccontano la stessa difficoltà: una programmazione che
arriva sempre in ritardo rispetto ai tempi della stagione. Il bando “Spiagge Amiche”, da luglio a Ferragosto senza risultati Il primo avviso pubblico comunale per selezionare un’associazione di volontariato incaricata di pulizia e assistenza sanitaria sulle spiagge libere, “Spiagge Amiche 2026”, era stato pubblicato il 10 luglio scorso.


Alla scadenza, non era pervenuta nemmeno un’istanza di partecipazione.


Il Comune ha dovuto quindi approvare un secondo avviso, con la Determina n. 656 del 12 agosto: pubblicazione di soli 5 giorni “per urgenza”, domande da presentare entro le 9:00 del 17 agosto e valutazione della commissione già alle 10:00 dello stesso giorno, appena un’ora dopo la chiusura. Il servizio, se sarà attivato, coprirà solo gli ultimi giorni di stagione (17 agosto – 6 settembre), lasciando
scoperto il periodo di maggiore affluenza di bagnanti – che la stessa Amministrazione, nelle premesse dell’atto, indica come il momento di massimo rischio di incidenti e di necessità di assistenza sanitaria immediata. Sotto il profilo tecnico, gli atti pubblicati sollevano anche un interrogativo sullo strumento giuridico scelto. Il Comune inquadra l’affidamento come convenzione con il Terzo Settore ai sensi dell’art. 56 del relativo Codice, che per legge può prevedere esclusivamente il rimborso di spese documentate, non un corrispettivo messo a gara. Nell’avviso e nel capitolato compaiono però “base d’asta”, offerta economica più vantaggiosa, pagamento in due rate, penali giornaliere e cessione del credito – elementi tipici di un vero e proprio appalto di servizi. Le associazioni di volontariato possono legittimamente partecipare a una gara d’appalto come operatori economici, anche in competizione di prezzo: non è quindi questo il problema. Il punto è che il Comune ha scelto la convenzione, uno strumento riservato per legge al solo rimborso spese, e vi ha innestato sopra i meccanismi tipici di una gara – due impostazioni alternative tra loro, che non si possono sommare.


Il contributo regionale sfumato per due giorni di ritardo Parallelamente, un secondo capitolo dello stesso dossier riguarda i fondi che la Regione Calabria mette ogni anno a disposizione dei Comuni costieri per la pulizia delle spiagge libere e per l’accessibilità dei soggetti diversamente abili agli arenili. Per la pulizia (Azione 1), Cirò Marina ha presentato regolare domanda e ha ottenuto 8.256,97 euro, di cui 3.302,79 già liquidati a giugno come anticipo del 40%. Diverso l’esito per il contributo specificamente dedicato alla sicurezza e all’accessibilità dei disabili (Azione 2, fino a 4.000 euro a Comune): il Decreto Dirigenziale regionale n. 9653 del 3 giugno 2026
certifica che la domanda di Cirò Marina è stata “trasmessa fuori termine in data 19.05.2026”, quando la scadenza – fissata a 20 giorni dalla pubblicazione dell’avviso sul Bollettino Ufficiale del 27 aprile – cadeva il 17 maggio. Due giorni di ritardo, per l’invio di una PEC con un modulo già predisposto, sono bastati per far perdere al Comune l’accesso al fondo.


Il commento del gruppo consiliare


“Sono due episodi diversi, ma raccontano la stessa storia”, commenta il gruppo consiliare Cirò Marina Bene Comune. “Un bando pubblicato troppo tardi e andato deserto, rifatto in tutta fretta a Ferragosto; e una domanda per un fondo destinato ai cittadini più fragili, persa per un ritardo di 48 ore che poteva essere facilmente evitato. Sono soldi pubblici e servizi che i cittadini di Cirò Marina non avranno, per una gestione del dossier spiagge che è arrivata sistematicamente in affanno per tutta l’estate 2026.” Il gruppo consiliare preannuncia una richiesta di accesso agli atti – sia sulle istanze pervenute al primo avviso comunale, sia sulle ragioni del ritardo nella trasmissione della domanda regionale – e un’interrogazione consiliare per fare chiarezza sulla gestione complessiva degli adempimenti relativi alla stagione balneare 2026.

Gruppo consiliare
Cirò Marina Bene Comune