Indagato il direttore Longo dalla Procura di Messina per l’ortopedia di Polistena. Abbiamo deciso di rendere visibile la pec inviata alla polizia giudiziaria in risposta alle loro accuse nei nostri confronti
Ago 05, 2026 - redazione
Oggetto: Relazione esplicativa in ordine agli articoli pubblicati dalla testata giornalistica “Approdo Calabria”.
Il sottoscritto Luigi Longo, nella qualità di Direttore Responsabile della testata giornalistica online Approdo Calabria, espone quanto segue.
La linea editoriale della testata è orientata prevalentemente all’attività di informazione, approfondimento e inchiesta giornalistica su tematiche di rilevante interesse pubblico, con particolare riguardo alla tutela del diritto alla salute, alla trasparenza amministrativa e alla salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini.
Approdo Calabria costituisce uno spazio aperto al confronto democratico, nel quale trovano espressione opinioni, contributi e riflessioni di cittadini, professionisti ed associazioni, sempre nell’ambito dell’esercizio del diritto di cronaca e del diritto di critica, costituzionalmente garantiti. La mia attività giornalistica è da sempre ispirata all’interesse collettivo e alla tutela delle fasce più deboli della popolazione, con particolare attenzione alle criticità del sistema sanitario calabrese.
Con riferimento ai tre articoli oggetto della richiesta di chiarimenti, ritengo opportuno ricostruire il contesto nel quale gli stessi sono stati pubblicati.
Gli articoli riguardano il Presidio Ospedaliero “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena, unico ospedale SPOKE di riferimento per l’intera Piana di Gioia Tauro, bacino territoriale che serve oltre 180.000 abitanti residenti e che, durante il periodo estivo, supera abbondantemente le 200.000 presenze. A ciò si aggiunge la particolare posizione geografica del presidio, situato in prossimità della Strada di Grande Comunicazione Jonio-Tirreno, circostanza che lo rende punto di riferimento anche per numerosi utenti coinvolti in emergenze sanitarie e incidenti stradali.
Le vicende oggetto degli articoli si inseriscono in un contesto di forte preoccupazione sociale, manifestata non solo dalla mia testata ma da numerosi comitati e associazioni che trovano spazio negli articoli di tutti i colleghi della stampa, non solo locale .i comitati composti da cittadini e professionisti del territorio, hanno dato il via ad un’intensa attività di sensibilizzazione finalizzata alla tutela della sanità pubblica locale, non limitandosi esclusivamente al presidio ospedaliero ma estendendo la propria attenzione anche ai servizi territoriali.
In qualità di Direttore Responsabile ho seguito costantemente tale attività, ritenendola di evidente interesse pubblico, così come ho dato spazio alle iniziative istituzionali e politiche concernenti il rafforzamento della sanità territoriale, compresi gli emendamenti riguardanti il Presidio di Polistena promossi dagli Onorevoli Francesco Cannizzaro e Arruzzulo.
La testata ha sempre trattato il tema della sanità senza alcuna distinzione di appartenenza politica, pubblicando numerosi articoli riguardanti le criticità del sistema sanitario regionale, nella piena convinzione che la tutela della salute rappresenti un diritto fondamentale sancito dall’articolo 32 della Costituzione.
È notorio come la sanità calabrese sia interessata da una situazione di particolare complessità, caratterizzata da un lungo periodo di commissariamento, da gravi carenze di personale, dall’allungamento delle liste di attesa e dalla difficoltà di garantire servizi essenziali. In tale contesto, l’eventuale ridimensionamento o depotenziamento di un reparto strategico quale l’Ortopedia dell’Ospedale di Polistena rappresentava una questione di evidente rilevanza pubblica, idonea a destare la legittima preoccupazione dell’intera collettività.
Il primo articolo sulla quale chiede chiarimenti, prendeva spunto dalle dimissioni di un giovane dirigente medico, di circa trentotto anni, in servizio presso il reparto di Ortopedia. La circostanza aveva suscitato interrogativi nell’opinione pubblica poiché appariva singolare che, in una situazione già caratterizzata da una grave carenza di personale sanitario, un professionista decidesse di lasciare il reparto senza che venissero fornite spiegazioni ufficiali circa le ragioni della scelta o circa le iniziative eventualmente intraprese dall’Azienda Sanitaria per evitarne la perdita.
La notizia fu riportata da numerose testate giornalistiche locali e regionali, tra cui, Gazzetta del Sud, Quotidiano del Sud, ReggioToday, Inquieto Notizie, la C news, Sole 24 Ore ed altri organi di informazione, con contenuti sostanzialmente analoghi. abbiamo chiesto più volte spiegazioni all’ASP senza riuscire ad ottenere una interlocuzione quantomeno sufficiente finalmente il sanitario decide di presentarsi alla sede della direzione dell’ASP.
Successivamente il predetto sanitario veniva assegnato all’Ospedale di Locri, circostanza che confermava l’effettività del trasferimento.
Contestualmente si verificavano ulteriori eventi di rilievo: il Direttore dell’Unità Operativa di Ortopedia andava in pensione al raggiungimento dei requisiti previsti dalla legge, abbiamo chiesto pubblicamente al dottore di rimanere qualche altro anno, visto che la giovane età 62 anni lo consentiva , ma il dottore ha preferito andare in pensione e ritornare a prestazione aggiuntive dopo qualche mese, cioè ad 80 € l’ora nel frattempo lui è stato sostituito dalla suo braccio destro, la d.ssa Teresa Pugliese che e’ diventata ff.
Abbiamo più volte chiesto all’ASP di indire subito un bando di concorso, visto l’esiguità anche delle risorse riguardo al personale, cosa che è stata fatta molto più tardi di quando doveva essere programmata, visto che il pensionamento del dottore Lagana si era reso pubblico già da un anno prima.
L’interrogativo posto dagli articoli riguardava esclusivamente le conseguenze organizzative di tali vicende e l’impatto che esse avrebbero potuto avere sull’erogazione del servizio sanitario, senza alcuna finalità denigratoria nei confronti delle persone coinvolte.
Nel medesimo periodo organizzazioni no profit formulavano ripetute richieste di chiarimenti all’Azienda Sanitaria Provinciale, evidenziando pubblicamente il rischio di depotenziamento del reparto di Ortopedia. Analoghe segnalazioni venivano inoltrate alle competenti istituzioni, tra cui la Procura della Repubblica di Palmi, la Prefettura e la Presidenza della Regione Calabria, senza che, per quanto a mia conoscenza, pervenissero riscontri idonei a rassicurare la cittadinanza.
Il secondo articolo traeva origine da un’ulteriore criticità organizzativa.
In determinate fasce orarie il reparto non era più in grado di garantire l’urgenza nelle ore notturne, tanto da chiedere ufficialmente l’aiuto dell’altro ospedale Spoke della provincia di Reggio Calabria che si trova a 50 km di distanza . Pensate poveri cittadini quante disavventure oltre il problema traumatico !Conseguentemente, i pazienti che necessitavano di interventi urgenti venivano trasferiti presso l’Ospedale di Locri, distante oltre cinquanta chilometri, con inevitabili ricadute sui tempi di assistenza sanitaria.
Anche in tale occasione il contenuto dell’articolo si limitava a rappresentare una situazione di interesse pubblico, già oggetto di diffusa preoccupazione tra cittadini e operatori sanitari, chiedendo chiarimenti agli organi competenti.
Il terzo articolo nasceva invece dalle numerose richieste formulate dalla cittadinanza attraverso associazioni e comitati, no profit, rimaste prive di riscontro. In particolare, nel corso di incontri istituzionali, l’ASP aveva assunto alcuni impegni riguardanti il potenziamento di diversi servizi sanitari, tra cui finalmente la nascita del iDay Hospital Oncologico, il reparto di Psichiatria, privo da 20 anni di una direzione stabile, nonché ulteriori criticità già formalmente rappresentate dalla cittadinanza.
La mancata attuazione di tali impegni aveva determinato un crescente stato di sfiducia e preoccupazione nella popolazione, circostanza che costituiva il presupposto giornalistico dell’articolo.
Approdo Calabria, progressivamente divenuto, un punto di riferimento per numerosi cittadini che vivono quotidianamente le difficoltà del sistema sanitario regionale, caratterizzato da tempi di attesa estremamente lunghi, carenza di posti letto e difficoltà nell’accesso alle prestazioni specialistiche.
Gli articoli pubblicati sono stati redatti esclusivamente nell’esercizio del diritto di cronaca e del diritto di critica, perseguendo il solo obiettivo di informare la collettività su questioni di indubbio interesse pubblico, senza alcun intento diffamatorio o lesivo dell’altrui reputazione.
L’attività giornalistica svolta dalla testata si è sempre basata su fatti oggettivamente verificatisi, su circostanze già di dominio pubblico e su vicende ampiamente trattate anche da altri organi di informazione.
Per tali ragioni ritengo che la pubblicazione degli articoli contestati costituisca espressione del legittimo esercizio della libertà di stampa, garantita dall’articolo 21 della Costituzione, e del diritto-dovere di informare la collettività su vicende concernenti un servizio pubblico essenziale quale il sistema sanitario.
Confido, pertanto, che le presenti precisazioni possano contribuire a chiarire il contesto nel quale gli articoli sono stati pubblicati e auspico che il procedimento venga definitivamente archiviato.
Ne chiedo ufficialmente l’archiviazione.
Resto a completa disposizione dell’Autorità per ogni ulteriore chiarimento o approfondimento ritenuto necessario.
Luigi Longo
Direttore Responsabile
Approdo Calabria



