Fine vita, Bruno (Tridico Presidente): “Raggiunto un traguardo importante, ora la politica regionale si assuma le proprie responsabilità”

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«Il raggiungimento del numero di firme necessario per portare in Consiglio regionale la proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito” rappresenta un risultato importante per la Calabria e un segnale chiaro che arriva dai cittadini. Adesso spetta alla politica fare la propria parte, affrontando con serietà, rispetto e senso delle istituzioni una questione che riguarda i diritti, la dignità e la libertà di scelta delle persone».

Lo afferma il capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, Enzo Bruno, che nelle scorse settimane ha partecipato in qualità di autenticatore alle iniziative promosse in Calabria per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale “Liberi Subito”.

«Sono stato a Soverato, come in altri appuntamenti della campagna, per autenticare le firme perché ritengo che un consigliere regionale abbia il dovere di mettersi al servizio dei cittadini quando esercitano uno strumento di partecipazione democratica. Oggi possiamo dire che quello sforzo collettivo ha raggiunto un primo obiettivo concreto: la Calabria è tra le prime regioni italiane ad aver raccolto le sottoscrizioni necessarie per il deposito della proposta di legge».

«Parliamo di un tema che tocca la vita delle persone e delle loro famiglie, sul quale ciascuno può avere convinzioni diverse. Proprio per questo va affrontato senza slogan e senza contrapposizioni ideologiche. Nessuno chiede a qualcuno di rinunciare ai propri valori: si chiede semplicemente che siano garantite procedure certe e tempi definiti per l’esercizio di un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale e che i cittadini possano essere ascoltati attraverso gli strumenti della democrazia».

Per Bruno, il risultato della raccolta firme richiama anche la necessità di rafforzare l’informazione sui diritti già previsti dall’ordinamento.

«In Calabria siamo ancora molto indietro anche sul testamento biologico. I numeri dimostrano che c’è ancora una scarsa conoscenza delle Disposizioni anticipate di trattamento e questo significa che molti cittadini non sono adeguatamente informati su strumenti che la legge già mette a loro disposizione. È un ritardo culturale e istituzionale che dobbiamo colmare».

«Da settembre la proposta di legge potrà essere depositata in Consiglio regionale. Mi auguro che l’Assemblea affronti questa iniziativa con senso di responsabilità, senza pregiudizi e nel rispetto delle diverse sensibilità. Le istituzioni hanno il dovere di garantire confronto, trasparenza e ascolto quando sono in gioco diritti così delicati. La partecipazione dimostrata dai cittadini calabresi merita una risposta all’altezza da parte della politica», conclude Bruno.