Gioia Tauro, Aldo Alessio, “Teatro dell’assurdo”: “‘U pruppu è cottu!”

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IL TEATRO DELL’ASSURDO
Cronache di Resistenza Politica e Verità Documentate
a cura di Aldo Alessio (Ulisse) ◆ Comunicato N°52 ◆ 01 agosto 2026


MISS BALLE SPAZIALI
Edizione Straordinaria
Cronaca di un governo all’insegna dell’arroganza
— Cinquantaduesima Edizione —

‘U pruppu è cottu!

L’espressione dialettale meridionale: ‘U pruppu è cottu, può avere diverse interpretazioni e tra queste quella di una persona distrutta dalla stanchezza, oppure che una determinata situazione è compromessa e l’affare si è concluso in senso negativo o ancora per indicare che non c’è più nulla da fare. Se infine abbiniamo queste varie e diverse interpretazioni con quella bellissima napoletana che così recita: ‘O purpo s’adda cocere cu’l’acqua soja, possiamo concludere che l’attuale amministrazione si sta cucinando con la sua stesa acqua di cottura.

Adesso siamo arrivati all’assurdo che se un consigliere/ra comunale viene visto parlare con Aldo Alessio in un luogo pubblico ciò gli viene persino rinfacciato/ta addirittura in una seduta ufficiale di consiglio comunale. Potevamo parlare di tutto dai tramonti stucchevoli e variegati che il crepuscolo serale ci regala ogni sera sulla terrazza sul mare o sull’allineamento della Luna con Venere (‘Ustiddhazzu) e Mercurio visibili alla nostra latitudine in alcuni mesi dell’anno, dopo il tramonto del Sole. Così come avremmo potuto parlare di banalità come in qualsiasi altra città normale. Ma per la Capasanta tutto questo non è possibile: stavamo sicuramente tramando contro di lei e la sua amministrazione. Ci ha visto lei in persona, “la grande bugiarda”.

Chissà se avrebbe fatto lo stesso richiamo qualora avesse visto qualcuno parlare con qualche ‘ndranghetista di peso notevole! Ma a Gioia Tauro, parlare con le persone oneste e per bene, se non sono allineate con il pensiero della Capasanta, è un reato che va rinfacciato persino nelle sedute di consiglio comunale.

Il segnale inviato ai cittadini è chiaro non parlate con Aldo Alessio perché io vedo tutto, sento tutto e sono onnipresente e onnipotente.

Persino Padre Pio con il suo dono della bilocazione, nel sentire quella frase, si sarà sentito piccolo piccolo al suo cospetto.

L’odio, i veleni, il disprezzo nei confronti di chi non l’ha votata è ancora potente, forte e divisivo nei confronti di una città che avrebbe bisogno di una visione unitaria sulle cose da fare.

Non c’è Consiglio Comunale nel quale si elogia ciò che gli fa più comodo con le mezze verità e si disprezza l’operato degli altri quando c’è da scaricare ad altri le proprie responsabilità amministrative. Non c’è Consiglio Comunale nel quale lei stessa si smentisce da sola senza l’aiuto da parte della minoranza. Spruzza odio e veleno da ogni suo poro nei confronti di quanti dissentono sul proprio operato amministrativo o su chi si permette di fare una semplice segnalazione su eventuali ritardi e disservizi. Stia tranquilla che avremo modo di ribattere colpo su colpo su tutto, ma nelle sedi opportune e competenti.

Sfatiamo alcune accuse.

Sull’equilibrio di bilancio consolidato approvato a maggioranza dal consiglio comunale del 30 luglio 2026.

Il dato chiave del 2026

L’equilibrio di parte corrente (O) è pari a o,00 solo perché è stato utilizzato l’avanzo di amministrazione per € 1.447.204,55 (di cui € 1,223.465,11 da Fondo di Anticipazioni di Liquidità). Depurato da questa posta straordinaria, l’equilibrio di parte corrente risulterebbe negativo per € 1.447.204,55.

In altre parole: nel 2026 le entrati correnti ordinarie non sono sufficienti a coprire le spese correnti ordinarie; il pareggio è raggiunto grazie a una risorsa “una tantum” (l’avanzo), non da un surplus strutturale della gestione corrente.

Per il 2027 e il 2028 il medesimo saldo risulta pari a zero, ma va osservato che negli anni successivi al primo il bilancio di previsione non sconta più l’utilizzo dell’avanzo: si tratta quindi di previsioni prudenziali di pareggio automatico, tipiche del bilancio pluriennale, che non equivalgono a una dimostrazione di effettiva sostenibilità strutturale.

Il risultato di amministrazione e il disavanzo

Il rendiconto di gestione 2025 (delibera C.C. n. 13 dell’8 giugno 2026) ha accertato un risultato di amministrazione di competenza positivo pari a € 37.447.792,66. Tuttavia la parte disponibile (E) di tale risultato — cioè la quota realmente libera da vincoli, accantonamenti e destinazioni — chiude con un saldo negativo di € -41.036.436,65.

Il dato è dirimente: un risultato di amministrazione contabilmente positivo può convivere con un disavanzo sostanziale della parte libera, quando la gran parte del risultato è composta da accantonamenti obbligatori (FCDE, fondo rischi, ecc.) e da vincoli di destinazione. È questa componente libera negativa che giustifica il piano di rientro tuttora in corso, riconducibile alla riallocazione del Fondo Anticipazione di Liquidità (D.L. 35/2013, 66/2014, 78/2015) nel rendiconto 2025, ai sensi dell’art. 52, comma 1-bis, D.L. n. 73/2021.

A ciò si aggiunge la quota di disavanzo da recuperare annualmente in bilancio, pari a € 1.279.494,84 per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028: un onere fisso e ricorrente che riduce stabilmente la capacità di spesa corrente del comune.

L’eredità del dissesto e la gestione commissariale (OSL)

Il Comune di Gioia Tauro ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario nel 2017 (delibera n. 11 del 29.06.2017) e la relativa Commissione Straordinaria di Liquidazione (OSL), insediata dal 23 gennaio 2018, ha chiuso la propria gestione con la delibera n. 16 del 29 maggio 2026, facendo emergere un saldo positivo di € 11.061.626,98:

Componente rendiconto OSL Importo (€)
Massa attiva 25.484.837,39
Spese di gestione liquidatoria -1.039.400,80
Massa passiva ammissibile -13.383.809,61
Saldo finale gestione OSL 11.061.626,98

La proposta di deliberazione segnala tuttavia, con estrema chiarezza, che questo saldo positivo è potenzialmente sovrastimato per due ordini di ragioni, ed è per questo motivo che le partite OSL non sono ancora state iscritte nel bilancio 2026/2028, ma rinviate a un successivo, distinto atto:

Rischio non ancora quantificato: fino a circa € 12,8 milioni

Crediti da svalutare: dei residui attivi ereditati dall’OSL, ben € 12.827.564,02 non risultano ancora riscossi. Una volta trasferiti nel bilancio ordinario, dovranno essere svalutati tramite il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), riducendo — se non azzerando — il saldo positivo di € 11 milioni sopra indicato.
Debiti “riattivati”: i debiti non ammessi alla procedura OSL e le posizioni transattive proposte e non accettate dai creditori riacquistano piena efficacia giuridica al termine della gestione commissariale, incrementando la massa passiva reale rispetto a quella ammessa in sede di liquidazione.

Questo passaggio è, a giudizio di chi scrive, il punto di maggiore attenzione dell’intero impianto documentale: l’operazione di “chiusura” del dissesto potrebbe tradursi, all’atto pratico, in un nuovo squilibrio strutturale quando le partite OSL saranno effettivamente iscritte in bilancio — con possibile necessità di rivedere anche il piano di rientro già concordato con il Ministero dell’Interno (procedura di risanamento ex art. 268, comma 2, TUEL, Decreto n. 190411 del 18.12.2023).

La capacità di riscossione e la qualità del credito

Il Riepilogo generale delle Entrate per Titoli evidenzia un basso tasso di riscossione dei residui attivi pregressi, sintomo di una difficoltà strutturale nell’attività di recupero crediti:

Titolo Residui al 1/1/2026 Riscosso in c/residui % riscosso
I — Tributi 28.558.270,72 1.950.831,35 6,8%
II — Trasferimenti 3.839.133,04 840.136,81 21,9%
III — Extratributarie 14.935.030,51 751.529,62 5,0%
IV — Conto capitale 14.554.685,43 2.063.156,79 14,2%

Coerentemente, il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità stanziato nella parte corrente cresce da € 2.982.088,15 nel 2026 a € 3.408.648,15 nel 2027-2028: un aumento prudenziale corretto, ma che conferma il deterioramento della qualità dei crediti e sottrae, di fatto, risorse potenzialmente disponibili per la spesa corrente.

Va inoltre rilevato che, sul lato degli accertamenti di competenza 2026, i Titoli I, II e III chiudono tutti al di sotto delle previsioni definitive (rispettivamente -8.389.080,37, -4.372.447,89 e -3.453.053,76 euro), mentre il Titolo IV (conto capitale) le supera ampiamente (+12.620.484,68), per effetto di accertamenti di mutui e trasferimenti per investimenti perfezionati nel corso dell’anno. Il quadro complessivo suggerisce quindi una programmazione delle entrate correnti ordinarie ancora ottimistica rispetto all’effettiva capacità di accertamento e riscossione.

La gestione di cassa

Sul fronte della cassa la situazione appare più solida: il fondo cassa passa da € 3.514.702,00 a inizio esercizio a € 3.146.773,98 al 17 luglio 2026, l’anticipazione di tesoreria risulta utilizzata per € 0,00 e il fondo di riserva di cassa disponibile ammonta a € 292.733,51. Non sono stati segnalati debiti fuori bilancio, né i responsabili di settore hanno rilevato situazioni tali da pregiudicare gli equilibri, né è stata ritenuta necessaria alcuna variazione di assestamento generale.

Punti di debolezza e criticità

  • L’equilibrio di parte corrente 2026 è formale e non strutturale: senza l’utilizzo di € 1.447.204,55 di avanzo di amministrazione, la parte corrente chiuderebbe in disavanzo.
  • La parte disponibile del risultato di amministrazione è negativa per oltre € 41 milioni, a fronte di un risultato di competenza nominalmente positivo di circa € 37,4 milioni: un divario che segnala una consistente componente di risorse vincolate/accantonate e un impegno di rientro pluriennale ancora aperto.
  • Fino a € 12,8 milioni di residui attivi ereditati dalla gestione OSL non sono ancora stati incassati né svalutati: il saldo positivo di € 11 milioni della liquidazione del dissesto potrebbe ridursi sensibilmente, se non azzerarsi, una volta effettuata la ricognizione e l’iscrizione in bilancio.
  • Rischio di riespansione della massa passiva per effetto dei debiti non ammessi in sede OSL e delle proposte transattive rifiutate dai creditori, che riacquistano piena efficacia giuridica.
  • Bassissima capacità di riscossione dei residui attivi pregressi (dal 5% al 22% a seconda del titolo), sintomo di criticità strutturali nella riscossione dei tributi e delle entrate extratributarie.
  • Le entrate correnti di competenza (Titoli I-III) risultano sistematicamente inferiori alle previsioni definitive, mentre la programmazione futura (2027-2028) sconta un drastico ridimensionamento delle entrate in conto capitale, la cui effettiva sostenibilità degli investimenti resta da verificare.
  • Onere fisso di recupero disavanzo di € 1.279.494,84 annui, che comprime stabilmente le risorse disponibili per la spesa corrente.
  • Il piano di risanamento ex art. 268 TUEL concordato con il Ministero dell’Interno potrebbe richiedere una revisione in base all’esito della ricognizione delle partite OSL, con interlocuzioni ministeriali ancora aperte e non concluse.

Azioni necessarie per il risanamento

Sulla base delle criticità evidenziate, si ritengono prioritarie le seguenti azioni, da attuare in continuità con quanto già intrapreso dall’Amministrazione e dagli uffici:

  • Completare con urgenza la ricognizione analitica dei residui attivi OSL non riscossi (€ 12,8 mln), verificandone la effettiva esigibilità giuridica e la relativa quota da accantonare a FCDE prima dell’iscrizione in bilancio.
  • Effettuare una ricognizione puntuale della massa passiva “riattivata” (debiti non ammessi e transazioni rifiutate), quantificandone l’impatto potenziale sugli equilibri futuri prima di formalizzare l’iscrizione delle partite OSL nel bilancio 2026/2028.
  • Proseguire e concludere rapidamente l’interlocuzione con il Ministero dell’Interno per l’eventuale revisione del piano di rientro ex art. 268 TUEL, alla luce degli esiti della ricognizione OSL.
  • Rafforzare le azioni di riscossione coattiva e bonaria dei residui attivi, in particolare su tributi ed entrate extratributarie, dato il bassissimo tasso di realizzo storico rilevato (5%-22%).
  • Ridurre progressivamente la dipendenza dall’utilizzo dell’avanzo di amministrazione per il pareggio della parte corrente, perseguendo un riequilibrio strutturale tra entrate e spese correnti ordinarie su base pluriennale.
  • Mantenere un costante monitoraggio e un adeguamento progressivo del FCDE, in coerenza con il trend di deterioramento della qualità del credito residuo.
  • Sottoporre a verifica prudenziale la programmazione degli investimenti 2027-2028, alla luce della forte contrazione delle entrate in conto capitale rispetto al 2026, per evitare l’iscrizione di previsioni prive di adeguata copertura effettiva.
  • Garantire la massima trasparenza e tempestività informativa verso Consiglio comunale, organo di revisione e Corte dei conti in occasione di ogni successivo atto relativo alle partite ereditate dal dissesto.

Conclusione

Il bilancio 2026 del Comune di Gioia Tauro rispetta, sul piano formale, tutti gli equilibri richiesti dalla normativa vigente entro il termine del 31 luglio, e la gestione di cassa risulta solida. Tuttavia l’analisi dei dati sottostanti restituisce un quadro di equilibrio ancora fragile e in larga parte sorretto da risorse straordinarie (avanzo di amministrazione) e da un nodo irrisolto — la definitiva quantificazione degli effetti della chiusura della gestione commissariale del dissesto — la cui soluzione condizionerà in modo determinante la effettiva sostenibilità dei conti negli esercizi 2027 e 2028.

In sintesi: il rispetto formale degli equilibri costituisce una condizione necessaria ma non sufficiente; la vera partita del risanamento si giocherà sulla corretta e tempestiva quantificazione delle partite ereditate dall’OSL e sul rafforzamento strutturale della capacità di riscossione delle entrate proprie.

Ecco perché possiamo ormai affermare che:

‘U pruppu è cottu pecchì si staci cucinandu cu l’acqua soi”

“Tutti i nodi vengono al pettine
Le bugie hanno le gambe corte
Ce la faremo, perché non ci siamo mai arresi”

Aldo Alessio (Ulisse)
Già Sindaco di Gioia Tauro

Comunicato N°52 — 01 agosto 2026 | Precedente: N°51 — 11 luglio 2026

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