Innocenti per la giustizia, colpevoli per le banche: lo scandalo che nessuno affronta

Lo Stato sbaglia, gli imprenditori pagano due volte: prima l'arresto, poi il rifiuto delle banche
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Lo Stato sbaglia, gli imprenditori pagano due volte: prima l’arresto, poi il rifiuto delle banche
Innocenti per la giustizia, colpevoli per le banche: lo scandalo che nessuno affronta

C’è dell’incredibile in questo Paese, in questa Italia.
Ci sono imprenditori che hanno subito ingiustamente l’arresto e che, già al primo grado di giudizio, sono stati assolti perché il fatto non sussiste. In alcuni casi, le motivazioni della sentenza sono state lette direttamente in aula; in altri, i giudici hanno addirittura evidenziato la gravità degli errori commessi durante le indagini, tanto da lasciare spazio anche a eventuali azioni risarcitorie nei confronti dello Stato.
Eppure, ancora oggi, quando queste persone, già profondamente colpite da un’ingiustizia, si rivolgono alle banche per aprire un conto corrente, ottenere un mutuo o un finanziamento, vengono marchiate per il solo fatto di essere state arrestate. Le banche, invece, spesso non tengono nella dovuta considerazione le sentenze di assoluzione, che dimostrano chiaramente la gravità degli errori commessi da chi ha condotto quelle indagini.
Queste persone restano segnate da un marchio pesante e, di conseguenza, incontrano enormi difficoltà ad accedere al credito.
Se lo Stato commette degli errori, è necessario che se ne assuma anche le responsabilità. Per questo ritengo che sia indispensabile una legge che disciplini questa materia e tuteli chi è stato ingiustamente arrestato.
È inaccettabile che un imprenditore, assolto con sentenza definitiva e senza alcuna condanna, continui a subire le conseguenze di un’indagine ormai riconosciuta come infondata. Non è giusto che le banche mantengano riserve nei confronti di persone che la giustizia ha pienamente riconosciuto innocenti.
È una vergogna per uno Stato di diritto. Ecco perché il Parlamento deve intervenire con una legge che protegga chi è stato ingiustamente arrestato, in particolare gli imprenditori che hanno visto le proprie aziende e la propria reputazione gravemente danneggiate da errori dello Stato.