Una nuova tragedia sul lavoro scuote la Calabria. Un giovane di 23 anni perde la vita all’interno di un parco eolico
Lug 21, 2026 - redazione
na nuova tragedia sul lavoro scuote la provincia di Cosenza. Un giovane di appena 23 anni ha perso la vita a Mongrassano mentre era impegnato in un’attività di manutenzione all’interno del parco eolico “Aria del vento”. Secondo le prime informazioni apprese il giovane era impegnato in interventi di manutenzione a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 metri quando, per cause in corso di accertamento, sarebbe rimasto incastrato negli ingranaggi dei motori dell’impianto. Gli accertamenti mirano anche a verificare se il ventitreenne fosse dotato dei dispositivi di sicurezza previsti per questo tipo di interventi. Per il recupero della salma si è reso necessario l’intervento sul posto dei Vigili del fuoco con una squadra speciale appositamente equipaggiata per le operazioni in quota. Presenti per i rilievi e per avviare le indagini i carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano, unitamente al magistrato di turno della Procura della Repubblica di Cosenza, chiamato a coordinare gli accertamenti volti a chiarire l’esatta dinamica dei fatti e le relative responsabilità.
La notizia ha lasciato sgomenta la comunità. Un’altra giovane vita spezzata durante lo svolgimento della propria attività, in un contesto che riporta ancora una volta al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Sull’accaduto è intervenuta la Fillea Cgil Calabria che, in una nota scrive, «La tragica morte del giovane operaio di appena 23 anni, deceduto durante un intervento di manutenzione nel parco eolico “Aria del Vento” di Mongrassano, in provincia di Cosenza, rappresenta l’ennesima, intollerabile tragedia che colpisce il mondo del lavoro calabrese e l’intero Paese».
Con queste parole il segretario generale della FenealUIL Calabria, Giacomo Maccarone, esprime il più profondo cordoglio dell’organizzazione sindacale e la vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore, ai suoi colleghi e a quanti oggi sono colpiti da un dolore che lascia sgomenti.
«Morire sul lavoro a soli 23 anni significa interrompere una vita, spezzare sogni, affetti e progetti. È una ferita che colpisce l’intera comunità e che impone una riflessione seria sul valore che il nostro Paese attribuisce alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dietro ogni incidente mortale non ci sono soltanto numeri o statistiche, ma persone, famiglie e comunità che vedono il proprio futuro cambiare per sempre».
La FenealUIL Calabria sottolinea come ogni morte sul lavoro rappresenti una sconfitta dello Stato, del sistema produttivo e di tutti coloro che hanno il dovere di garantire il rispetto delle norme sulla salute e sulla sicurezza. È inaccettabile che nel 2026 si continui a perdere la vita mentre si svolge il proprio lavoro, in settori dove la prevenzione dovrebbe essere una condizione imprescindibile.
«Sarà la magistratura ad accertare le cause dell’incidente e ad individuare eventuali responsabilità. Abbiamo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, che dovranno chiarire la dinamica dei fatti e verificare il rispetto di tutte le procedure previste dalla normativa. Ma, al di là delle responsabilità che saranno accertate, questa tragedia ci richiama ancora una volta alla necessità di rafforzare il sistema della prevenzione».
Per la FenealUIL Calabria è indispensabile che la sicurezza diventi un investimento strutturale e non un semplice adempimento formale. Servono una formazione continua e qualificata, controlli più frequenti e rigorosi, una reale vigilanza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, il pieno rispetto dei protocolli di sicurezza e una maggiore qualificazione delle imprese che operano negli appalti pubblici e privati. È necessario che tutti – istituzioni, aziende, organizzazioni sindacali e organi di controllo – condividano la responsabilità di costruire una vera cultura della prevenzione.
«Da troppo tempo assistiamo a una drammatica sequenza di incidenti mortali. Non possiamo più limitarci all’indignazione o ai messaggi di cordoglio. È arrivato il momento di trasformare il dolore in azioni concrete, rafforzando gli organici degli ispettorati, aumentando gli investimenti in sicurezza, introducendo sistemi di controllo sempre più efficaci e promuovendo una formazione permanente che metta davvero al centro la tutela della vita umana».
La FenealUIL Calabria rinnova il proprio impegno affinché il tema della salute e della sicurezza sul lavoro resti una priorità assoluta nell’agenda politica e istituzionale. Ogni lavoratore ha il diritto di svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza e di fare ritorno a casa al termine della giornata.
«Non possiamo accettare che il lavoro, che dovrebbe rappresentare dignità, crescita e futuro, continui a trasformarsi in una condanna a morte. La sicurezza non è un costo – conclude Maccarone- ma un diritto fondamentale e un dovere morale che nessuno può permettersi di trascurare. Per questo continueremo a batterci con determinazione affinché tragedie come quella di Mongrassano non abbiano più a ripetersi».



