Mario Roggero non è un caso di destra o sinistra…tutti dobbiamo difendere il gioielliere

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Mario Roggero non è un caso di destra o sinistra…tutti dobbiamo difendere il gioielliere

Il caso di Mario Roggero continua a dividere l’opinione pubblica, ma non dovrebbe essere letto attraverso le lenti dell’appartenenza politica. Non è una questione di destra o di sinistra: è il tema, ben più ampio, del diritto di un cittadino a vivere e lavorare senza essere ostaggio della criminalità.
Per anni Roggero ha subito una pressione costante, segnata da rapine e da un clima di paura che ha trasformato il suo lavoro in un’esperienza quotidiana di tensione. Una condizione che chiunque faticherebbe a sopportare. Prima di esprimere giudizi netti, bisognerebbe provare a immaginarsi nei suoi panni, costretto a difendere non solo un’attività commerciale, ma anche la serenità della propria famiglia.
Il rispetto per la magistratura e per lo Stato di diritto non è in discussione. Tuttavia, le leggi non sono immutabili: nascono per rispondere ai bisogni della società e possono essere modificate quando si dimostrano inadeguate. Allo stesso modo, è legittimo interrogarsi sull’interpretazione delle norme nei casi più complessi, senza che ciò rappresenti un attacco alle istituzioni.
Mario Roggero non è un criminale. È un commerciante che ha dedicato la propria vita al lavoro e che oggi si ritrova in carcere dopo aver reagito a quella che, era diventata una minaccia sistematica.
La lotta alla criminalità organizzata offre un insegnamento importante. Da calabrese, conosco bene il metodo della ‘ndrangheta: la forza delle organizzazioni mafiose cresce quando trova dall’altra parte paura e rassegnazione. Al contrario, quando imprenditori e cittadini denunciano, collaborano con la giustizia e dimostrano di non voler cedere alle intimidazioni, anche i clan sono costretti a fare i conti con una maggiore resistenza.
Questo non significa esaltare la violenza o la giustizia privata. Significa affermare che la fermezza civile e il coraggio di non piegarsi rappresentano strumenti fondamentali nella difesa della legalità. Mostrare di non avere paura può diventare un deterrente nei confronti di chi vive di intimidazioni, estorsioni e sopraffazione.
I rapinatori sono criminali, così come lo sono gli appartenenti alla ‘ndrangheta, un’organizzazione che prospera sfruttando il lavoro altrui e seminando morte e paura. Contro questa cultura della violenza, la risposta deve essere uno Stato forte, una giustizia efficace e una società capace di non arrendersi all’intimidazione.