Tropea, il sindaco Macrì, “Paradossale che chi calunnia sappia di poter poi essere difeso con il gratuito patrocinio dello Stato”
Lug 16, 2026 - redazione
Il paradosso è tutto qui: c’è chi insulta, diffama, calunnia, trascina persone ed istituzioni pubbliche dentro una palude di fango e poi sa di poter contare, in molti casi, su un sistema che garantisce difesa gratuita a spese dello Stato. Il gratuito patrocinio è un istituto sacrosanto, quando tutela il fondamentale diritto di difesa di chi ne ha davvero bisogno. Ma quando diventa o rischia di diventare uno scudo dietro il quale soggetti con lunghi e gravi precedenti giudiziari continuano a utilizzare la vita pubblica come terreno di aggressione personale, allora una riflessione politica seria va aperta.
MACRÌ: STOP AD INSINUAZIONI E ACCUSE DA SOGGETTI PREGIUDICATI
Il Sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, interviene sulle ripetute aggressioni verbali, insinuazioni e accuse rivolte all’Amministrazione Comunale da parte di soggetti notoriamente pregiudicati e privi di qualsiasi patente di moralità. È curioso – sottolinea – il tentativo di attribuire a me e alla mia squadra di governo condotte che appartengono esclusivamente al passato e alla storia giudiziaria degli stessi calunniatori seriali.
LA CRITICA È DEMOCRAZIA, LA CALUNNIA AZZERA QUALITÀ DEL CONFRONTO
La libertà di critica – aggiunge il Primo cittadino – è un pilastro della democrazia e nessuno, tantomeno chi amministra, può pensare di sottrarsi al giudizio dei cittadini. Ma la critica è una cosa; la calunnia, la diffamazione seriale, l’insulto personale e la costruzione artificiale del sospetto sono altro. Non sono esercizio democratico, ma abuso. E quando l’abuso diventa metodo, il problema non riguarda più soltanto chi lo subisce, ma la qualità stessa del confronto pubblico.
GRATUITO PATROCINIO, SERVE UNA RIFLESSIONE SENZA IPOCRISIE
Lo Stato – continua il Sindaco – spende ogni anno risorse importanti per garantire il gratuito patrocinio. È giusto che sia così quando si difendono cittadini realmente bisognosi e diritti fondamentali. Ma è altrettanto legittimo chiedersi se l’attuale disciplina non meriti una verifica, soprattutto quando risorse pubbliche, quindi denaro dei contribuenti, finiscono per accompagnare percorsi giudiziari promossi o alimentati da chi dimostra una sistematica insofferenza verso le regole del vivere civile e dello Stato di diritto.
NOI CONTINUIAMO A LAVORARE ED A RISPONDERE CON I FATTI
Noi – conclude Macrì – continueremo a fare ciò che sappiamo fare: lavorare, amministrare, affrontare problemi, difendere l’immagine della Città e rispondere con i fatti. Altri continuino pure a vivere di post, insinuazioni ed espedienti. I cittadini, fortunatamente, sanno distinguere chi costruisce da chi tenta di demolire. E poi, a Tropea, che è molto piccola, ci conosciamo davvero tutti.



