Palmi, l’intervento di Rao sulla decisione di non realizzare la Varia 2026 da parte dell’Amministrazione Comunale
Lug 13, 2026 - redazione
Riceviamo e pubblichiamo
Adesso è il tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità
Oggi è il tempo delle responsabilità.
Io non mi sono mai sottratto alle mie.
Mi sono assunto responsabilità che non erano mie, esclusivamente per amore
della Varia.
L’ho fatto quando sarebbe stato più semplice voltarsi dall’altra parte. Ho scelto
di metterci la faccia davanti ai creditori, instaurando con ciascuno di loro un
dialogo costante, fondato sul rispetto, sulla trasparenza e sulla convinzione che
chi aveva lavorato dovesse essere pagato. Ho scelto di continuare a credere
nella Fondazione anche quando qualcuno riteneva che la soluzione fosse il suo
scioglimento, perché ero convinto che la Varia meritasse un futuro, non una
resa.
Il mio impegno per la Varia non è iniziato con la presidenza.
Nasce molti anni prima, da una passione autentica e da uno spirito di servizio
che mi hanno accompagnato in ogni ruolo ricoperto e che mi hanno insegnato
che la Varia va custodita con umiltà, responsabilità e rispetto.
Quando, nel 2024, sono stato chiamato a entrare nel Consiglio di
Amministrazione, ho trovato una situazione estremamente complessa. La
Fondazione presentava un’esposizione debitoria importante, maturata prima
del mio ingresso, non frutto di incapacità gestionale ma del venir meno di
accordi formali che non sono mai stati concretizzati.
Non era facile assumersi la responsabilità di una situazione tanto difficile,
soprattutto sapendo che quei debiti non erano stati generati da me.
Avrei potuto dire di no.
Sarebbe stata la scelta più semplice.
Invece ho scelto di non voltarmi dall’altra parte, perché ho capito fin da subito
che non era in pericolo soltanto la Fondazione. A essere in gioco era
l’immagine stessa della Varia, il rispetto dovuto a una tradizione secolare e alla
città di Palmi.
Sono rimasto quando sarebbe stato più semplice andare via.
Sono rimasto quando altri hanno scelto di lasciare il proprio incarico e quando
c’era persino chi riteneva che la Fondazione dovesse essere sciolta. Ho fatto
una scelta diversa: ho creduto che l’ente dovesse essere salvato, perché con
esso si tutelavano la credibilità della Varia, il lavoro di tante persone e il futuro
della festa.
Non ho abbandonato la nave nel momento della tempesta. Ho scelto di restare
al timone, assumendomi responsabilità per criticità pregresse e affrontando
problemi che avrebbero scoraggiato chiunque.
Ho messo in gioco il mio volto, il mio tempo e anche la serenità della mia
famiglia, convinto che servire la Fondazione significasse, prima di tutto, servire
la Varia.
Da quel momento è iniziato un lavoro, spesso silenzioso, fatto di incontri,
sacrifici e decisioni difficili.
Abbiamo ridotto in maniera significativa l’esposizione debitoria, ricostruito un
rapporto di fiducia con i creditori attraverso un confronto continuo e
rispettoso, registrato il marchio della Fondazione, incrementato il patrimonio
dell’ente, avviato il progetto del 5×1000 che già quest’anno porterà nelle casse
della fondazione circa 4000 €, avviato il tesseramento con il programma Amici
della Varia e programmato con grande cura l’edizione 2026 della Varia.
Avremmo voluto che quella del 2026 fosse l’edizione della ripartenza.
L’edizione del superamento delle contrapposizioni, delle divisioni e delle
incomprensioni che, negli ultimi anni, hanno accompagnato il cammino della
Fondazione, troppo spesso interpretata come uno strumento di
contrapposizione politica.
Eravamo pronti a confrontarci con tutti, anche con chi, nel tempo, aveva
espresso critiche nei confronti dell’ente, nella convinzione che il dialogo fosse
l’unica strada per ricostruire un clima di fiducia e collaborazione. Purtroppo, il
permanere di contrapposizioni e di un confronto spesso più orientato allo
scontro che alla ricerca di soluzioni condivise non ha consentito di raggiungere
pienamente i risultati che ci eravamo prefissati.
Nonostante ciò, abbiamo continuato a lavorare con determinazione, convinti
che la Varia fosse infinitamente più grande di qualsiasi divisione e che il bene
della festa dovesse prevalere su ogni interesse o appartenenza.
Il programma costruito con attenzione, insieme al percorso di risanamento
economico già avviato, avrebbe rappresentato l’occasione per consolidare
definitivamente il lavoro svolto, superare le ultime difficoltà ancora esistenti e
consegnare alla città una Fondazione finalmente stabile, credibile e proiettata
verso il futuro.
Ogni scelta è stata guidata da un unico obiettivo: lasciare una Fondazione
migliore di quella che avevamo trovato.
La Varia non è di un’amministrazione, non è di una Fondazione e non è di un
presidente.
La Varia appartiene ai palmesi e a tutti coloro che, con fede, sacrificio e
passione, l’hanno custodita e tramandata nel tempo.
Chiunque abbia l’onore di servirla dovrebbe ricordare di esserne soltanto
custode, mai proprietario.
Prendo atto del decreto con cui il Sindaco ha disposto la revoca dell’attuale
Consiglio di Amministrazione e della decisione dell’Amministrazione comunale
di non realizzare la Varia 2026.
Le istituzioni meritano sempre rispetto e continueranno ad averlo da parte
mia.
Ma il rispetto delle istituzioni non impedisce di ricordare che ogni decisione
pubblica comporta responsabilità.
Oggi è il tempo che ciascuno si assuma le proprie, davanti alla città e davanti
alla storia.
La mia coscienza è serena.
Ho servito la Varia con l’unico spirito che abbia mai conosciuto: quello del
dovere.
Ho commesso errori, come può accadere a chi assume decisioni e si prende
responsabilità. Ma non mi sono mai sottratto al peso delle scelte, né ho mai
anteposto interessi personali a quelli della Fondazione.
So di aver dato tutto me stesso, senza risparmiarmi mai, affrontando problemi
che non avevo creato e assumendomi responsabilità che non mi
appartenevano.
Desidero rivolgere un sincero e profondo ringraziamento ai soci fondatori
Claudio Carbone e Daniele Laface, che non hanno mai fatto mancare il loro
sostegno, la loro vicinanza e la loro fiducia. Nei momenti più difficili hanno
dimostrato con i fatti di credere nella Fondazione e nel lavoro che stavamo
portando avanti. La loro presenza è stata un punto di forza e conserverò
sempre nei loro confronti profonda gratitudine.
Un ringraziamento anche ai componenti del Cda, Maria Annunziata Sgrò e
Bruno Tigano e all’ufficio legale che hanno supportato e contributo al mio
lavoro quale presidente del Cda con competenza e disponibilità.
Continuerò ad amare la Varia come il primo giorno, indipendentemente dai
ruoli.
Perché gli incarichi passano.
La Varia resta.
Resta il patrimonio più prezioso della nostra comunità, da custodire con umiltà,
rispetto e spirito di servizio.
Con la serenità di chi sa di aver fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità,
auguro sinceramente a chi sarà chiamato a guidare la Fondazione di operare
esclusivamente per il bene della Varia, della città di Palmi e dell’intera
comunità.
Perché la Varia viene prima di tutto.
Sempre.
Leonardo Rao




