Autovelox illegali, adesso è il momento della verità. Anche tanti sindaci calabresi sul banco degli imputati per aver distrutto le famiglie e aziende in Calabria
Lug 12, 2026 - Luigi Longo
Autovelox illegali, adesso è il momento della verità
Per anni migliaia di cittadini hanno denunciato un sistema che sembrava ormai sfuggito a ogni logica di buon senso. Oggi, alla luce del decreto del Governo sugli autovelox, quelle denunce non possono più essere liquidate come semplici proteste di automobilisti insofferenti alle multe.
In Calabria, e in particolare in alcuni comuni del Cosentino e reggino, si è assistito a una proliferazione di autovelox che, più che perseguire l’obiettivo della sicurezza stradale, hanno dato l’impressione di essere diventati strumenti per fare cassa. In pochi chilometri era possibile imbattersi in una successione di postazioni che alimentava il sospetto di un sistema costruito per massimizzare gli incassi piuttosto che prevenire gli incidenti.
Le conseguenze non si sono fermate ai verbali. Molti cittadini hanno visto lievitare le sanzioni fino a subire fermi amministrativi e, nei casi più gravi, pignoramenti dei conti correnti. Per tante famiglie non si è trattato soltanto di una questione burocratica, ma di un vero e proprio dramma economico.
Se oggi emerge che una parte consistente degli autovelox non era conforme ai requisiti richiesti dalla legge, è inevitabile porsi una domanda: chi risarcirà quei cittadini che hanno pagato multe, interessi, spese di riscossione e hanno subito procedure esecutive?
Non basta prendere atto del problema. Serve una risposta politica e istituzionale. Limitarsi a regolare il futuro, lasciando irrisolte le posizioni del passato, rischia di tradursi nell’ennesima ingiustizia. Se il sistema era viziato, allora è giusto interrogarsi anche sulla sorte delle sanzioni ancora pendenti e sulle conseguenze subite da chi è stato coinvolto.
Anche i sindaci sono chiamati a una riflessione. La sicurezza stradale è un dovere delle amministrazioni pubbliche e gli autovelox rappresentano uno strumento importante quando vengono utilizzati nel rispetto delle regole e con finalità di prevenzione. Ma quando prevale la percezione che l’obiettivo sia quello di incrementare le entrate comunali, il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni si incrina profondamente.
Per questo oggi non basta difendere le scelte del passato. Occorre fare chiarezza, assumersi le proprie responsabilità e spiegare ai cittadini come si intenda rimediare a una vicenda che ha lasciato profonde ferite.
La credibilità delle istituzioni si misura anche dalla capacità di riconoscere gli errori e di porvi rimedio. È questo il momento della verità. Perché la legalità non può essere invocata soltanto quando conviene: deve valere sempre, anche quando a sbagliare è la pubblica amministrazione.




