Consiglio Comunale di Gioia Tauro, la minoranza lascia in “panne” la maggioranza e viene rinviato a domani: c’è da discutere anche un documento per un presunto “danno erariale” di 35 milioni di euro

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La seduta del Consiglio Comunale di Gioia Tauro è finita già dalle prime battute iniziali, nei fatti era già “monca” di qualche Consigliere di maggioranza e quindi dipendeva solamente dai numeri della minoranza che non ha fatto sconti al sindaco Scarcella, si è alzata ed andata via lasciando in panne un Civico Consesso privo del numero legale e giocoforza sospeso per un’ora. Dopo il “nulla di nuovo all’orizzonte”, si riprende la seduta, si rifà l’appello e… tutti a casa, ci vediamo domani in seconda convocazione, dove il numero legale si abbasserà in quanto ne dovrebbero bastare sei consiglieri.

Ma quello che più conta è il dato politico, in un momento dove il Comune di Gioia Tauro è sotto la lente di osservazione della Commissione d’accesso antimafia che oggi le scadono i tre mesi e si attende se ci sarà un’eventuale proroga di altrettanti tre mesi come consente la legge per poi stare in attesa se il Comune resterà indenne o meno al suo quarto scioglimento per infiltrazione mafiosa.

Nel breve Consiglio Comunale si è registrato il reintegro del Consigliere comunale Salvatore La Rosa dopo la sentenza del Tar Reggio Calabria che ha accolto l’istanza di riammissione dopo la decadenza votata in Consiglio. Nei fatti al momento del deposito dell’ordinanza di reintegro il Consigliere Comunale rientra immediatamente nelle sue legittime azioni e prerogative.

Ma il “fatto del giorno” accade subito dopo l’appello, quando la minoranza, tre i presenti, si accorge che saranno loro a “reggere” il numero legale e che per bocca del Consigliere Schiavone viene dichiarata la loro indisponibilità a restare in Aula e nel mentre si alzano, lasciando in panne la maggioranza, ecco la “luce abbagliante”, del presidente del consiglio comunale Ranieri che tira fuori un documento contabile dei “revisori dei conti” in cui dovrebbe aggiungere un “punto all’ordine del giorno, importante. Da portare in Consiglio entro 60 giorni”, e stropicciandosi vistosamente l’occhio destro continua affermando che “se così non verrà fatto, verrà un commissario ad acta”, esprimendolo tutto d’un fiato. Ed ecco che arriva la “sorpresa” dopo l’approvazione di routine del primo punto sui “verbali precedenti”, e nemmeno il tempo di… “passiamo al secondo punto all’ordine del giorno…” che, prende la parola il consigliere comunale, già candidato a sindaco, Schiavone che scandisce parole sibilline per dire, “Presidente, non per mero ostruzionismo, ma ci sembra che non abbiate i numeri da soli senza la minoranza per continuare (…) pure per difendere gli interessi della città in quanto con i voti andremo ad essere battuti, lasciamo i lavori e penso che si debba chiudere la seduta”. Colpiti e affondati!

Ed ecco che arriva lo scatto d’impeto consiliare del presidente che, “Prima di…ehm…volevo un attimo dire che il punto che dovremo affrontare è la presa d’atto della trasmissione dell’OSL (ovvero l’Organo Straordinario di Liquidazione nominata dal Ministero dell’Interno che ha gestito il dissesto finanziario del Comune adozioni adempimenti consequenziali NdR). In poche parole, che succede…ma state abbandonando l’aula?”, eh sì, l’hanno appena dichiarato (sic!). Ranieri continua, affermando che “questo è un punto molto importante, è un obbligo che i revisori ci hanno detto che c’è… 32 milioni di euro”, la sindaca Scarcella prima intenta e attenta con sguardi “osservanti” tra le sue carte e oltre, si rivolge a Ranieri dicendo, “lo facciamo in seconda convocazione”. Ranieri riprende la parola interrotta dal sindaco in un turchese sgargiante e “perciò questa è una mancanza di rispetto verso la città perché non è una cosa nostra, è un argomento che riguarda la città (…) un ammanco in bilancio di circa 32 milioni di euro per degli anni in cui si è insediata l’Osl..(…) ho detto pure che si tratta di un atto molto grave e non si sa se si riuscirà a fare la rendicontazione del bilancio a fine mese e quindi dovremmo andare a Roma con il sindaco per vedere se possiamo in qualche modo entrare. Noi domani in seconda convocazione approveremo questo punto e poi si vedrà di chi a chiacchiere vuole bene alla città”. Ranieri lancia il guanto di sfida alla minoranza, e comunque non c’è numero legale e si decide di sospendere la seduta per un’ora, perché porre limiti alla speranza di un eventuale ravvedimento dei consiglieri di minoranza che magari ritornerebbero in Aula? Ed ecco che interviene Lei, la sindaca Scarcella negli ultimi rantoli di un Consiglio Comunale mai celebrato, “Devo dire che è un obbligo di legge per i Consiglieri votare questo punto, se si rifiutano verranno deferiti alla Procura della Corte dei Conti come prevede la legge e risponderanno insieme agli altri responsabili di questo danno erariale”, adesso è Ranieri che interrompe la sindaca chiedendo di leggere il documento e lei nel leggerlo si nota che il danno che di Ranieri era 32 milioni di euro, dalla bocca della sindaca Scarcella che legge il documento in cui si evince che si “devono individuare i soggetti responsabili esclusi dalla liquidazione, dandone contestuale comunicazione ai soggetti medesimi ed ai relativi creditori”, per poi fare la chiosa finale affermando con aria seriosa e cogitabonda, “Quindi, è un obbligo di legge che dobbiamo trasmettere alla procura della Corte dei Conti e loro non lo fanno, a mio parere perché vogliono coprire i responsabili di questi danni che sono stati individuati dall’Osl come alcuni responsabili di settore, responsabile dell’ufficio legale pro-tempore che è l’avvocato Saffioti e Aldo Alessio come legale rappresentante pro-tempore”, ma di colpo mentre con Ranieri erano 32 milioni di euro con la sindaca, “sono 35 milioni di euro di danni che sono stati accertati da un organismo esterno (…) vorrebbero coprire un falso in bilancio, una bancarotta fraudolenta, cosa per la quale a Reggio Calabria un sindaco si fece quattro anni di carcere (il riferimento è a Giuseppe Scopelliti NdR), questo significa complicità in un reato (…) è un obbligo di legge e non un atto politico e domani lo possiamo approvare in seconda convocazione e io farò le mie dichiarazioni alla Procura della Repubblica…”. Parole che sicuramente avranno delle forti reazioni da parte di chi è stato nei fatti tirato in ballo dalla sindaca Scarcella. Dopodiché il Consiglio Comunale viene sospesa e non riprenderà più, almeno per oggi, appuntamento a domani in seconda convocazione. Questo è quanto…