Redistribuzione delle deleghe in Giunta. Spazio Civico Cittanova, “Una mortificazione politica che Sirianni ed il suo entourage non meritano”

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Nei Comuni in cui non si dispone di una maggioranza risicata lo si chiamerebbe semplicemente “rimpasto di Giunta”, ieri il sindaco in Consiglio Comunale ha invece annunciato un’elegante “redistribuzione delle deleghe”. Proviamo a ragionare di politica insieme e ad alta voce: il Comune si trova ad affrontare la fase finanziariamente più delicata della sua storia. Il rendiconto è stato approvato nonostante il PARERE NEGATIVO del revisore dei conti . L’ente si avvia verso una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale che, per anni, ne condizionerà scelte, investimenti e capacità di spesa.
In qualsiasi organizzazione, pubblica o privata, verrebbe spontaneo immaginare che in una situazione del genere si valorizzino al massimo le competenze tecniche, economiche e contabili disponibili. A CITTANOVA ACCADE IL CONTRARIO. Le deleghe al Bilancio e ai Tributi vengono sottratte all’assessore che nella vita svolge egregiamente la professione di commercialista e revisore dei conti.
Sia chiaro: il sindaco ha pieno diritto di organizzare la Giunta come meglio crede.
Ma proprio per questo sarebbe interessante comprendere la logica della scelta. Per due anni ci è stato ripetuto che l’assessore Sirianni rappresentava una delle figure di maggiore competenza dell’Amministrazione Antico. Per anni, il suo nome è stato indicato come una risorsa preziosissima dell’area politica che sostiene questa maggioranza. Per diverse consiliature, nei racconti della politica cittadina veicolati spesso pubblicamente dal solito “main sponsor” Francesco D’Agostino, si è perfino parlato di possibili dimissioni che avrebbero dovuto aprirgli le porte del Consiglio comunale.
Una prospettiva rimasta sempre tale. Indicato dal suo stesso sponsor come una risorsa indispensabile, salvo poi scoprire che l’indispensabile, in politica, è spesso colui che resta esattamente dove gli altri hanno deciso che debba restare… purché garantisca un certo numero di voti. Una mortificazione politica, che a nostro avviso, Sirianni ed il suo entourage non meritano. Ecco perché oggi questo passaggio appare curioso. Nel momento in cui le sue competenze professionali dovrebbero essere più utili che mai, le materie economico-finanziarie vengono trasferite altrove. Alla vicesindaca Morano vanno Tributi e Ambiente. Al sindaco va il Bilancio, con la “motivazione” della necessità di assumersi direttamente la responsabilità politica di questa fase. MA SCUSI SINDACO, LA RESPONSABILITA’ POLITICA FINALE DI OGNI ATTO NON E’ SEMPRE GIÀ DEL PRIMO CITTADINO ? PUÒ ESSERE DELEGATA QUANDO FA COMODO E RIPRESA QUANDO CONVIENE? Ci facciano capire, perché osservata dall’esterno questa operazione sembra raccontare nuovi equilibri politici molto più che nuove esigenze organizzative. Non solo. Nel Consiglio comunale più difficile degli ultimi anni, quello segnato dal parere negativo del revisore, Sirianni ebbe l’onestà intellettuale di affermare una verità semplice: il revisore aveva svolto correttamente il proprio lavoro.
Una posizione professionale.
Una posizione istituzionale.
Una posizione che non tutti, evidentemente, hanno ritenuto di condividere.

Naturalmente ognuno è libero di considerare tutto questo una coincidenza, noi troviamo, però, singolare che, nel momento in cui il Comune entra nel tunnel del riequilibrio finanziario, l’assessore ai conti paghi il conto politico più pesante, mentre altri vedono crescere deleghe, peso e centralità, Una cosa è certa le deleghe possono cambiare proprietario in pochi minuti, le responsabilità per avere condotto Cittanova fino al riequilibrio finanziario, invece, restano dove sono sempre state.
Il Comune è entrato nel tunnel del riequilibrio per scelta di chi oggi lo amministra e da lì non si esce con un rimpasto.