L’amara riflessione del reporter televisivo Graziano Tomarchio dopo un’aggressione da parte di un assessore comunale del Reggino

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Solidarietà e Libertà di Stampa: la mia amara riflessione dopo l’aggressione verbale di ieri

Cari amici e follower, oggi mi trovo a scrivere un post che non avrei mai voluto firmare, ma il silenzio di fronte a certi episodi rischia di diventare complicità.

Ieri, nello svolgimento del mio lavoro di reporter televisivo, ho vissuto un’avventura davvero incresciosa. Ero stato chiamato da alcuni cittadini della provincia di Reggio Calabria per dare voce a una problematica che li riguardava da vicino. Mentre eravamo sul posto, uno di loro ha avvistato un assessore di quel Comune. Ci siamo avvicinati e il cittadino – legittimamente – ha chiesto all’amministratore di rilasciare una battuta sul problema in questione.

Io ero lì, semplicemente con la mia telecamera e il mio microfono accesi, pronto a documentare la risposta. A quel punto, l’assessore si è scagliato verbalmente contro di me, aggredendmi con tono minaccioso: “A me non mi riprendi, altrimenti ti spacco!”, ripetendomi questa frase più e più volte.

Con la massima educazione che mi contraddistingue, ho cercato di calmare i toni spiegando: “Assessore, io non la sto riprendendo di mia iniziativa, è il cittadino che le sta chiedendo un’intervista, non io”. Ma non c’è stato verso. Ha continuato a insistere dicendo che, se lo avessi ripreso e mandato in onda, mi avrebbe “spaccato”.

La mia riflessione

La cosa che mi fa più male è che questa minaccia arrivi da un rappresentante delle Istituzioni. Come può un amministratore pubblico permettersi di minacciare chi, ogni santo giorno, lavora per valorizzare la Calabria e dare voce a chi non ha voce?

Sia chiaro: io non ho nulla contro quell’Amministrazione Comunale in generale, né contro la persona in sé. Chi mi conosce sa che sono una persona sempre disponibile con tutti. La cosa paradossale? Solo pochi giorni fa avevo intervistato proprio questo stesso Assessore sui temi del Turismo. In quel caso, quando la vetrina gli faceva comodo, era felicissimo di farsi riprendere e non mi ha certo detto “ti spacco se mi pubblichi”. L’ho intervistato più volte in passato con il massimo rispetto.

Il mio profondo rammarico è che nel 2026 debbano ancora accadere episodi del genere. Non deve succedere a me, e non deve succedere a nessun collega che lavora quotidianamente per informare i cittadini. Spesso le nostre piccole inchieste e i nostri servizi sono l’unico strumento per risolvere i problemi concreti della gente.

Sono profondamente amareggiato, ma continuerò a fare il mio lavoro a testa alta, con la telecamera accesa e il microfono in mano. Sempre dalla parte dei cittadini.

Al nostro collaboratore dei servizi video Graziano Tomarchio va la sincera e massima solidarietà da parte di tutta la Redazione di Approdo Calabria