Domotek, l’anima Aldo Martorano si racconta: “Un anno indescrivibile. E’ stato meraviglioso”

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Domotek, l’anima Aldo Martorano si racconta: “Un anno indescrivibile. E’ stato meraviglioso”

REGGIO CALABRIA – C’è chi vive lo sport con la testa, chi con il cuore e chi, come Aldo Martorano, lo porta dentro da una vita. Volto storico e anima pulsante del volley reggino e della Domotek, Martorano è stato protagonista e testimone di un triennio che sa di miracolo sportivo.

Un’ascesa continua, culminata in un’annata perfetta, capace di regalare emozioni che nemmeno lui, abituato a vivere il PalaPentimele in prima linea, si aspettava.

Martorano non nasconde la commozione, provando a mettere un freno ai sentimenti con la consapevolezza degli anni: “Riflettendoci, non abbiamo più l’età per emozionarci così tanto”, ammette con un sorriso sincero. Ma subito dopo la frase si scioglie, travolta dall’entusiasmo: “Però è stato bello, meraviglioso, veramente spettacolare. Un anno del genere è indescrivibile. Una cosa spettacolare”.

“Tre anni meravigliosi: vincere tutto in un anno è una cosa senza parole”. Difficile trovare aggettivi che possano raccontare ciò che la Domotek ha saputo costruire. Dalla promozione alla crescita, fino al trionfo in tutte le competizioni. Un ciclo che Martorano riassume con lo sguardo lucido: “ Portare al PalaPentimele tutta quella gente… sembrava di tornare ai vecchi tempi”.

Per lui, che nello sport reggino ha visto passare generazioni, allenatori, giocatori e discipline diverse, assistere a questa rinascita ha un sapore speciale: “Eh ma si sta ritornando a vedere un po’ di sport vero. Anche perché ormai di anno in anno ci ritroviamo e commentiamo sempre cose più belle. ”.

Non poteva mancare il ricordo del momento clou della stagione. Per Martorano, la gara più intensa non è una finale qualsiasi, ma quella che sapeva di resurrezione. “La partita più bella per me? Questa e la finale sarebbe stata la più bella”, spiega, lasciando intendere il climax emotivo dell’anno. Poi il flashback che vale una lezione di sport: “Tu, sotto 2-0 con Reggio Emilia in Coppa Italia, dov’eri? Cosa pensavi?”. La domanda è retorica, perché la risposta Martorano la conosce già: “Pensavo fosse andata… e poi vincendo il terzo set sono stato sicuro della rimonta. Perché si sono caricati, si vedeva già la grinta e la determinazione dei giocatori. Sono stati eccezionali”.
Aldo Martorano non è solo un valente collaboratore o un tifoso d’eccezione. È un punto di riferimento, quasi un padre per la squadra. “Li chiamo i miei ragazzi”, confessa. “Sono ormai il più grande della società, quindi sono il più grande. E vedere il comportamento, l’affetto che mi danno… da come si chiamano, non si può dire altro che sono meravigliosi”.