Taurianova, bufera sul Sindaco dopo il gesto di Monteleone nel suo ufficio che strappa la targhetta del sindaco uscente: Il Sindaco approva e lo abbraccia. Romeo chieda scusa alla città indignata. VIDEO

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Quanto consumatosi nelle stanze del Palazzo Municipale di Taurianova, all’indomani della proclamazione del sindaco Domenico Romeo, non è semplicemente una cronaca di insediamento, ma rischia di configurarsi come una pagina indelebile, destinata a lasciare una lunga e dolorosa scia di polemiche e disorientamento.
Al centro di questa dolente vicenda si colloca l’avvocato Monteleone, protagonista di una performance che ha immediatamente incendiato il dibattito pubblico. Nei filmati capillarmente diffusi sulla rete, si osserva il professionista fare ingresso nell’ufficio del primo cittadino, asportare e distruggere con foga la targhetta del sindaco uscente e indulgere in movenze che la cittadinanza ha, a buon diritto, giudicato provocatorie, inopportune e prive di decoro. Accanto a lui, il neo-eletto sindaco Romeo, che assiso sulla “sua” poltrona si alza e cinge l’avvocato in un abbraccio ed un bacio che suggella l’episodio, cristallizzando un clima che l’opinione pubblica più avveduta non può che ritenere censurabile.
Le reazioni, com’era prevedibile, sono nate spontanee. In una comunità che ancora patisce il gravame di un passato complesso, segnato dai traumi dei decreti di scioglimento per infiltrazioni malavitose e dalle drammatiche stagioni delle faide di ’ndrangheta, ogni comportamento pubblico si spoglia della sua apparente leggerezza per assumere una valenza semantica profonda.
Il nodo cruciale non risiede meramente nell’atto materiale, bensì nell’effetto che i latinisti definirebbero exemplum: il messaggio che perversa tra i consociati. Le istituzioni sono i templi della continuità dello Stato; esigono equilibrio, sobrietà e il severo rispetto dei ruoli. Pertanto, l’ostentazione di un canovaccio che evoca la rivalsa e lo scalpo politico rischia di minare ab imis l’autorevolezza e la credibilità della neonata amministrazione.


Tale declino dello stile istituzionale ha trovato, peraltro, una precisa e preoccupante continuità anche nel corso del brevissimo intervento pubblico durante il comizio elettorale. In quella sede, il richiamo funebre ai “morti” sollevato dall’avvocato Monteleone ha squarciato il velo sulle reali motivazioni del suo impegno politico circoscritto alle dimensioni della sua presunta “cappella”. È precisamente da questo perimetro d’ombra che germoglia il livore acrimonioso nei confronti del sindaco uscente Biasi.
Se il sindaco Romeo nutre la genuina ambizione di esercitare un mandato all’insegna dell’equilibrio, oltre che della legalità, ha il dovere politico e morale di recidere i legami con figure siffatte, portatrici di una carica intrinsecamente divisiva. La sua azione deve orientarsi indefettibilmente al bene pubblico, allo sviluppo strutturale di Taurianova e alla ricomposizione del tessuto sociale. Questa terra non ha alcun bisogno di una “politica della cappella”, asfittica e vendicativa.
Al contrario, l’alba di questo mandato ha registrato una sequenza di gravi errori da parte del primo cittadino. Romeo non avrebbe dovuto tollerare la rimozione violenta del cavalierino recante il nome del predecessore da parte di chi non ne aveva alcun diritto e, errore ancor più manifesto, non avrebbe mai dovuto offrire la propria approvazione e il proprio abbraccio a seguito di quel gesto. Quell’assenso, impresso nei video, rappresenta un vulnus estetico e politico di rara gravità.
Davanti a questo scenario, sorge spontaneo il richiamo alla celebre intuizione sociologica nota come “Legge di Pudder”, la quale severamente recita:
“Chi comincia male, finisce peggio”.
Un monito che il neo-sindaco farebbe bene a meditare per evitare che il proprio cammino amministrativo devii verso un inesorabile declino.
Si tenga a precisare, a futura memoria, che le presenti righe non sono il prodotto asettico di un algoritmo o di un’Intelligenza Artificiale ma testo proviene direttamente dal cuore e dalla coscienza di un cittadino, di un giornalista che ama la propria terra e che auspica un fermo e tempestivo intervento delle autorità preposte, affinché dinanzi a tale scempio sia restaurato il primato della dignità delle istituzioni e della legalità formale. La politica taurianovese ritrovi la via della responsabilità, prima che l’oscurità delle fazioni prevalga sulla luce del bene comune.