Gioia Tauro punta sulla logistica: “La vera rivoluzione è sdoganare le merci in Calabria”

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Gioia Tauro punta sulla logistica: “La vera rivoluzione è sdoganare le merci in Calabria”

Il futuro del porto di Porto di Gioia Tauro passa dall’espansione delle attività logistiche e dallo sviluppo di una filiera integrata capace di trattenere sul territorio ricchezza, occupazione e investimenti, oggi tra i principali hub di transhipment del Mediterraneo.
Attualmente il porto movimenta circa 4 milioni di TEU, confermandosi uno dei più importanti punti di approdo per le merci provenienti da fuori dall’Unione Europea. Il  sistema logistico calabrese sarebbe ancora “all’anno zero” sotto il profilo dello sdoganamento e della lavorazione delle merci.
La criticità principale riguarda infatti il fatto che gran parte dei container, pur arrivando inizialmente a Gioia Tauro, vengono successivamente trasferiti verso porti e interporti del Centro-Nord Italia per il pagamento di dazi e IVA. Le merci vengono quindi smistate attraverso, navi feader, camion e treni verso altre regioni, dove avvengono le operazioni doganali e logistiche più remunerative.
La  “vera rivoluzione” sarebbe invece permettere il pagamento di dazi e imposte direttamente a Gioia Tauro. Un cambiamento che potrebbe generare enormi entrate economiche per la Calabria, con ricadute significative sul piano occupazionale, infrastrutturale e sociale.
L’obiettivo è trasformare il porto da semplice piattaforma di transhipment a polo logistico avanzato, capace di integrare movimentazione, lavorazione e distribuzione delle merci. In questo scenario assumerebbe un ruolo strategico anche la realizzazione dell’interporto e il coinvolgimento delle attività produttive della Piana di Gioia Tauro, dal confezionamento alle lavorazioni industriali collegate alla catena logistica.
L’idea è quella di costruire una filiera completa direttamente in Calabria: container aperti, merci lavorate sul territorio e successiva distribuzione attraverso treni e camion già operativi nella regione. Un modello che, potrebbe rappresentare una leva decisiva per lo sviluppo economico dell’intera area e per il rilancio del sistema produttivo calabrese.