Welfare, la svolta dei “Buoni Servizio”. Straface: “La Regione Calabria mette in campo 9,5 milioni per sostenere le fasce più fragili”
Mag 20, 2026 - redazione
Non un euro in meno sui fondi ordinari, ma un’accelerazione senza precedenti grazie alle risorse europee per proteggere chi è più fragile. La Regione Calabria cambia passo nelle politiche di inclusione e scommette su un Welfare della presenza e della dignità, capace di anticipare il bisogno prima che si trasformi in emergenza.
Con questo spirito, la sala Verde della Cittadella regionale ha ospitato, questa mattina, un incontro operativo convocato dall’assessore al Welfare e alle Pari Opportunità, Pasqualina Straface. Al centro del tavolo, davanti ai Sindaci dei Comuni Capofila e ai Responsabili degli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali Sociali (Ats) di tutta la regione, è stato presentato il nuovo pacchetto di interventi denominato “Buono Servizio per il contrasto alla povertà attraverso l’accesso ai servizi e alle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale”.
In apertura dei lavori, l’assessore Straface ha inteso rivolgere un sentito ringraziamento alla macchina burocratica regionale per l’enorme e ottimo lavoro svolto, citando espressamente il dirigente generale del dipartimento, Iole Fantozzi, la dirigente Ersilia Amatruda e il funzionario Gianmarco Magisano.
La misura, finanziata sul Programma Regionale Calabria FSE+ 2021-2027, mobilita risorse complessive pari a 9,5 milioni di euro nel biennio, ripartiti in 5 milioni per la prima annualità e 4,5 milioni per la seconda. L’incontro ha sancito l’avvio di una sinergia istituzionale indispensabile per tradurre il finanziamento in prestazioni immediate sul territorio. La misura si rivolge in modo specifico ai nuclei familiari calabresi in condizioni di vulnerabilità economica e sociale, con un ISEE fino a 25.000 euro, che assistono quotidianamente un anziano o un minore fragile, una persona con disabilità o un adulto svantaggiato.
Proprio su questo cambio di paradigma si è espressa l’assessore Pasqualina Straface, rilasciando una dichiarazione ufficiale di forte impatto politico e sociale: “L’adesione a questa misura e l’incontro operativo di oggi riflettono l’impegno che stiamo imprimendo al Welfare in Calabria per garantire il contrasto alla povertà, la continuità e la qualità degli interventi sui territori. Siamo finalmente passati da un vecchio approccio assistenzialista, basato su sussidi che spesso cronicizzavano il bisogno senza risolverlo, a un Welfare della presenza e della concretezza. Dobbiamo essere chiari con i cittadini: il Buono Servizio non è un sussidio passivo o una soluzione provvisoria, ma un vero e proprio titolo di riscatto sociale che garantisce l’accesso diretto e qualificato alle strutture residenziali e semi residenziali (centri diurni). La vera novità sta nella centralità restituita alla persona: non sarà più l’assistente sociale a indirizzare d’ufficio il cittadino, ma sarà l’utente stesso a scegliere la struttura dove ricevere le cure. Questo meccanismo valorizza il sistema accreditato regionale e spinge le strutture ad entrare in una virtuosa competizione, elevando gli standard e offrendo servizi di sempre maggiore qualità. Con questo strumento – ha sottolineato l’assessore Straface – la sanità e il sociale si integrano direttamente nelle case delle persone. Saranno gli Ambiti Territoriali a pagare i gestori accreditati, potenziando la rete dei servizi territoriali e sollevando le famiglie dall’isolamento. Da oggi non saranno più sole“.
L’esponente della Giunta regionale ha poi evidenziato l’architettura finanziaria dell’operazione. Di fronte a livelli di fragilità sociale particolarmente elevati sul territorio, la Regione ha scelto di utilizzare in maniera integrata tutte le leve disponibili: i fondi ordinari da un lato e le risorse del Programma Regionale europeo dall’altro. Questa dotazione aggiuntiva di 9,5 milioni di euro, inserita nel recente aggiornamento del Piano Regionale di Supporto alle Fragilità (approvato con deliberazione n. 200 dello scorso 22 aprile), si somma infatti alla stabilità della rete dei servizi essenziali già blindata dalla Regione lo scorso 12 febbraio con la deliberazione n. 40. Questo provvedimento ha stanziato in anticipo quasi 30 milioni di euro a valere sul Fondo Nazionale e Regionale per le Politiche Sociali, garantendo un volume di risorse stabile rispetto allo scorso anno.
Mantenendo intatti i fondi ordinari destinati ai Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), alle dimissioni protette, al programma P.I.P.P.I. (Programma di intervento per la prevenzione dell’istituzionalizzazione) ed alla supervisione del personale, l’introduzione delle risorse europee permetterà agli Ambiti di ampliare la platea dei beneficiari e abbattere le liste d’attesa, valorizzando le prestazioni qualificate che hanno investito nel percorso di autorizzazione previsto dal Regolamento regionale n. 22 del 2019.
Dal punto di vista operativo, l’assessore Straface ha voluto mettere un punto fermo sul rigore della gestione finanziaria e sul rispetto delle tappe: l’iter partirà dall’immediata sottoscrizione degli Accordi ex articolo 15 tra la Regione e i singoli Ambiti Territoriali Sociali, a cui seguiranno la pubblicazione degli avvisi pubblici e la formulazione delle graduatorie. A tal proposito, l’esponente della Giunta ha raccomandato la massima responsabilità agli enti locali, sottolineando che le convenzioni dovranno essere tassativamente calibrate sul reale fabbisogno del territorio e sulle risorse effettivamente disponibili, garantendo così una programmazione virtuosa, sostenibile e priva di squilibri per le casse comunali. L’assessore ha tuttavia ribadito la piena natura dinamica della programmazione, confermando che la Giunta regionale è già pronta a valutare, nei limiti del possibile e qualora se ne rilevasse la necessità, un ulteriore incremento dello stanziamento economico in base al reale fabbisogno che emergerà concretamente dagli avvisi territoriali. Pur consapevole del notevole sforzo organizzativo richiesto agli uffici di piano, l’assessore Straface ha concluso ricordando che la burocrazia non ha il diritto di essere lenta quando si incrocia con il disagio dei cittadini.
L’incontro di oggi segna così l’avvio di una stagione nuova per il Welfare calabrese, capace di accorciare le distanze con i territori e trasformare gli Ambiti in presìdi di ascolto e di cura. È la dimostrazione di una Calabria che cambia passo e che non lascia le risorse sulla carta, ma le traduce immediatamente in risposte certe direttamente nelle case delle persone, investendo su prestazioni di qualità e mettendo al centro la libertà di scelta e la dignità di ogni singolo cittadino.




