Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi ha disposto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Michele Molè (classe 1966) e del figlio Andrea Emmanuel Maria Molè (classe 2004), tratti in arresto lo scorso 13 maggio dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro.
I due erano stati arrestati in flagranza di reato all’esito di una perquisizione eseguita presso un casolare nella disponibilità degli indagati, sito in località IV Stradone Bosco, nel corso della quale la Polizia di Stato aveva rinvenuto: un ordigno esplosivo artigianale del peso di circa 800 grammi; sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana per un peso complessivo di circa 5 chilogrammi, suddivisa in plurimi involucri; una macchina per il confezionamento sottovuoto e una bilancia di precisione. I reati ipotizzati sono quelli previsti dall’art. 2 della legge n. 895/1967 (detenzione di esplosivi) e dall’art. 73 del D.P.R. n. 309/1990 (detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio).
A seguito dell’arresto, entrambi erano stati tradotti presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria. Il Pubblico Ministero aveva richiesto al GIP l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati.
Il GIP, all’esito dell’udienza di convalida ed all’interrogatorio di garanzia, accogliendo parzialmente le richieste del difensore, avv. Domenico Alvaro, che aveva chiesto in primis la scarcerazione per inesistenza della gravità indiziaria, ha tuttavia concesso agli indagati gli arresti domiciliari presso la loro abitazione, con divieto di allontanamento e di comunicazione con persone diverse dai familiari conviventi.
Nell’ordinanza, il Giudice ha valorizzato, tra l’altro, l’incensuratezza del giovane Andrea Molè e la risalenza dei precedenti penali del padre Michele, tutti anteriori al 2003.




