Comitato Spontaneo a Tutela della Salute, “Adesso Polistena e la Piana di Gioia Tauro”
Mag 16, 2026 - redazione
ADESSO POLISTENA e la PIANA DI GIOIA TAURO!!!!
Parlare oggi , di consultorio familiare e di medicina territoriale a Polistena, dopo anni di chiusure, abbandono istituzionale e impoverimento dei servizi sanitari, significa parlare di un territorio che prova faticosamente a rialzarsi.
Per questo ritengo giusto riconoscere il lavoro dei sindaci dell’ambito territoriale e del Distretto n.1 che hanno avanzato con forza una richiesta di aiuto concreta, ottenendo dall’ASP l’autorizzazione alla riattivazione seppur in modo nettamente diverso,di un presidio fondamentale per il territorio. Un segnale importante, soprattutto in una realtà dove per troppo tempo i cittadini sono stati lasciati soli.
Ma guai a trasformare questa vicenda in trionfalismo.
Perché il problema vero resta la totale assenza di una programmazione sanitaria seria e strutturata.
L’ASP di Reggio Calabria continua a muoversi in maniera contraddittoria: da una parte sottrae servizi essenziali ai territori come avvenuto con il laboratorio analisi di Polistena( pochi sindaci hanno denunciato questo scippo se non uno soltanto)depotenziato senza alcuna logica di riequilibrio territoriale dall’altra concede aperture o sperimentazioni che rischiano di diventare semplici “contentini” istituzionali se non accompagnati da personale stabile e investimenti reali.
Ed è qui che emergono le maggiori criticità.
Molte delle figure professionali necessarie al funzionamento del consultorio , in particolare assistenti sociali e psicologi, vengono reperite sottraendole agli ambiti territoriali e ad altri servizi già in forte sofferenza. Questo significa spostare carenze da un settore all’altro senza risolvere realmente il problema.
Non è programmazione sanitaria. È gestione dell’emergenza.
Mi auguro sinceramente che l’ASP riesca a garantire l’arrivo di ginecologi, ostetriche e ulteriori figure sanitarie indispensabili, così come auspico una reale collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Ma la domanda che dobbiamo porci tutti è una sola: con quale personale pensiamo di sostenere servizi territoriali in aree così vaste e complesse, se gli organici sono ormai ridotti al minimo?
La verità è che non bastano autorizzazioni formali o inaugurazioni simboliche. Senza personale stabile, senza concorsi pubblici immediati e senza un piano straordinario di assunzioni, qualsiasi progetto rischia di reggersi sulla precarietà organizzativa.
Servono subito concorsi per psicologi, assistenti sociali, infermieri di famiglia, educatori professionali e personale sanitario destinato alle Case di Comunità, agli Ospedali di Comunità e ai consultori familiari.
Perché soltanto una medicina di prossimità realmente strutturata può dare risposte concrete alle richieste di aiuto che arrivano dai territori e impedire che i cittadini continuino a vivere in uno stato permanente di disorientamento sanitario.
Il diritto alla salute non può essere garantito togliendo personale da una parte per coprire emergenze dall’altra.
Serve una visione. Serve una programmazione seria. Serve rispetto per i territori.
Comitato Spontaneo a Tutela della Salute




