Sant’Eufemia d’Aspromonte, gestione idrica nel caos: l’Arpacal conferma la contaminazione. La minoranza: «Emergenza fuori controllo»

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Sant’Eufemia d’Aspromonte, gestione idrica nel caos: l’Arpacal conferma la contaminazione. La minoranza: «Emergenza fuori controllo»

SANT’EUFEMIA D’ASPROMONTE (RC) – La crisi idrico-sanitaria nel Comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte segna una nuova, preoccupante tappa. Nonostante le rassicurazioni fornite negli ultimi giorni, una nuova ordinanza sindacale ha disposto il divieto immediato di utilizzo dell’acqua per consumo umano su tutto il territorio comunale, confermando una situazione di emergenza che sembra ormai sfuggita al controllo dell’amministrazione locale.La vicenda ha subito un’accelerazione dopo l’esposto presentato la scorsa settimana alla Prefettura di Reggio Calabria dai consiglieri di minoranza Giuseppe Polimeni, Saverio Garzo, Vincenzo Papalia e Domenico Monterosso. In quell’occasione, il gruppo di opposizione aveva denunciato il rischio per la salute pubblica derivante dalla reiterata non conformità dell’acqua.A tale iniziativa l’amministrazione aveva replicato parlando di “allarmismo infondato” e procedendo, quasi contestualmente, alla revoca del divieto di potabilità precedentemente in vigore.Tuttavia, il ripristino della normalità è durato pochi giorni. Gli ultimi esiti delle analisi effettuate dall’Arpacal (Dipartimento Provinciale di Reggio Calabria) sui campioni prelevati dai serbatoi comunali hanno infatti accertato la persistenza della contaminazione microbiologica, obbligando il Comune a emanare un nuovo provvedimento di urgenza.Il susseguirsi di ordinanze di divieto, revoche e nuovi blocchi, un balletto che prosegue con intermittenza dallo scorso agosto, evidenzia l’inefficacia degli interventi di risanamento finora attuati. Secondo il capogruppo Giuseppe Polimeni, i fatti documentati dalle analisi tecniche dell’Arpacal dimostrano che le preoccupazioni espresse nell’esposto al Prefetto erano basate su dati oggettivi e non su strumentalizzazioni politiche.La gestione della rete idrica comunale appare oggi segnata da un’evidente precarietà strutturale.La posizione del gruppo di minoranza rimane netta: non è più tollerabile una gestione dell’emergenza basata su “pezze” temporanee e sulla comunicazione d’urgenza. Polimeni e i suoi colleghi hanno già ribadito che la battaglia per la trasparenza e la sicurezza idrica proseguirà al fine di fare piena luce su una gestione amministrativa che sembra aver perso del tutto il controllo del servizio pubblico essenziale.