L’Ufficio delle Tenebre a Belvedere Marittimo: la sacra liturgia che diventa tradizione popolare
Apr 02, 2026 - redazione
Con l’avvento della Settimana Santa, la Santa Chiesa cattolica si prepara a rivivere il grande Mistero della morte e Resurrezione di Cristo, che, nel corso della storia, è divenuto per molte civiltà, fondamenta su cui “costruire” una tradizione.
Belvedere Marittimo, nel cosentino, rimane da circa due secoli uno di quei luoghi in cui la pietà popolare costituisce un patrimonio inestimabile, quasi intoccabile per via del suo spessore che unisce in un unicum sacro e profano.
Nella serata di mercoledì 1 aprile, infatti, la comunità locale si è riunita presso la chiesa Santa Maria del Popolo e Santi Giacomo e Nicola, nel centro storico cittadino, per assistere all’Ufficio delle Tenebre, rito antichissimo istituito dalla Chiesa Cattolica nel IX secolo.
Sebbene non rientri più nel rito ordinario romano dal 1955, diversi sono i luoghi in cui viene ugualmente celebrato.
Tra questi figura anche Belvedere Marittimo che continua gelosamente a custodire la bellezza di tale liturgia, facendone una vera e propria identità culturale.
Anticipata al mercoledì santo, il rito da ufficialmente inizio al Triduo Pasquale con lo spegnimento graduale delle 15 candele disposte sulla “saettia”, un candelabro di forma triangolare posto affianco all’altare.
Quando la chiesa (che al principio del rito ha le luci parzialmente spente) piomba nel buio totale, è usanza fare rumore percuotendo con forza i banchi per evocare il terremoto che “squarcio’ la Terra” allo spirare di Cristo sulla croce.
Nella tradizione belvederese, al fragore prodotto dalle mani dei fedeli sulle panche, si aggiungono dei singolari strumenti in legno, utilizzati durante la processione del Giovedì e del Venerdì santo; tra questi citiamo la “tocca tocca”, il “macinillo” e il “trac trac”.
Ad accompagnare la Liturgia delle Tenebre sono i canti tipici della pietà popolare locale, sui testi latini del Miserere e del Benedictus, la cui melodia attesta la composizione da parte di eruditi musicisti, ad oggi ancora ignoti.
Si tratta di canti destinati inizialmente a soli uomini e a voci soliste maschili, ma che nel tempo hanno visto l’esecuzione da parte di un gruppo sempre più nutrito di persone, donne comprese, rendendoli così facilmente perpetrabili sino ad oggi.
Ed è in tali canti, apparentemente etichettati come semplice frutto di una tradizione popolare, che subentra l’elemento colto; al momento, essi sono oggetto di studio musicologico per risalire quantomeno al periodo di composizione e all’eventuale tracce di musica accademicamente riconosciuta.
L’ufficio delle Tenebre, anche quest’anno, ha rappresentato per la comunità di Belvedere Marittimo un momento di mero raccoglimento dove il sacro sposa il popolare, dando vita ad una suggestiva liturgia che dona spunti di riflessione teologica e una maggiore consapevolezza nel cammino d’ascesi verso Cristo.
Una comunità di belvederesi fatta da volti di ogni età e diventata variegata grazie anche alla presenza di turisti oltre nazione giunti, chi per puro caso e chi per per curiosità, ad assistere, affascinato, ad uno dei riti simbolo della fede locale, immortalandolo con foto e video che si aggiungeranno al già ricco archivio storico di questa particolarissima tradizione pasquale.
Mariarosaria Valente




