Ospedale Polistena, una marea di cittadini all’assemblea popolare nell’androne del municipio. Marisa Valensise: “basta con le passerelle sulla pelle dei cittadini “

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Oggi, a Polistena e in tutta la Piana, non si è celebrato un semplice episodio di dissenso civico: si è affermato, con forza inequivocabile, il principio stesso della democrazia. Hanno vinto i cittadini. Hanno vinto i SINDACI,CHE CON CORAGGIO ISTITUZIONALE e senso dello STATO, hanno rifiutato di prestarsi a passerelle vuote, prive di contenuto e lontane dai bisogni reali della comunità.
Nel corso dell’assemblea partecipata presso il Comune di Polistena, i sindaci hanno eretto un argine morale e politico a difesa della PRESIDENTE DEL COMITATO CIVICO,DOTT.SSA MARISA VALENSISE recentemente denunciata dall’ASP di Reggio Calabria.prf diffamazione e procurato allarme.Un gesto che va ben oltre la solidarietà personale: è stata una presa di posizione netta, quasi simbolica, quando hanno dichiarato, senza ambiguità, di voler essere denunciati anch’essi, rivendicando il diritto sancito dalla Costituzione di chiedere ciò che spetta ai cittadini: servizi dignitosi, rispetto e verità.
L’inaugurazione odierna OGGI NON AVETE INAGURATO NIENTE,questo restyling si è rivelato un evento svuotato. ASSENTE LA TV DI STATO,ASSENTE la POLITICA che conta, nessun consigliere di maggioranza o minoranza,il grande assente ,Presidente della REGIONE CALABRIA ROBERTO OCCHI Sì, UTO,(scelta ponderata e corretta)assenti i cittadini, ASSENTE IL CONSENSO REALE. Una circostanza che appare ancor più significativa se si considera la concomitanza con la commemorazione dei finanzieri uccisi a Taurianova,evento che ha determinato la presenza del Prefetto Clara Vaccaro a Polistena.
In questo scenario, la direttrice generale dell’ASP di Reggio Calabria si è ritrovata sostanzialmente ISOLATA,accompagnata al taglio del nastro(si fa per dire)soltanto da una rappresentanza ridotta di medici in turno.Questi medici che ai microfoni si elogiano ,sono spesso Contenuti mortificati da condizioni operative inaccettabili. Professionisti costretti a turni estenuanti, privati dei mezzi essenziali, chiamati a colmare con sacrificio personale le lacune di un sistema che mostra crepe profonde: mancano risorse basilari,dalla carta per stampare un referto, fino al personale infermieristico necessario per garantire l’apertura degli ambulatori O TURNI IN REPARTI.
Quella di oggi non è stata una vittoria simbolica, ma una dichiarazione di esistenza civile. Ha vinto la libertà. Ha vinto la democrazia. E soprattutto hanno vinto i cittadini, che hanno compreso come la partecipazione attiva non sia un’opzione, ma l’unico strumento reale per incidere, per cambiare, per ristabilire un equilibrio tra istituzioni e comunità.
Da Polistena si leva oggi un messaggio chiaro, duro, inequivocabile: i diritti non si elemosinano, si esercitano. E quando vengono negati, si difendono.