Sofia la neonata rapita a Cosenza, condannata a 5 anni e 4 mesi Sofia Cavoto, l’accusa aveva chiesto 8 anni
Mar 25, 2026 - redazione
Il Gup del tribunale di Cosenza, Letizia Benigno, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, ha condannato Rosa Vespa alla pena di 5 anni e 4 mesi, con la concessione delle attenuanti generiche. Inoltre è stata condannata al pagamento della provvisionale da 15mila per la famiglia
Il pubblico ministero Antonio Bruno Tridico aveva concluso questa mattina la requisitoria nel processo sul rapimento della neonata Sofia Cavoto, avvenuto nella clinica “Sacro Cuore” di Cosenza.
Unica imputata è Rosa Vespa, difesa dagli avvocati Gianluca Garritano e Teresa Gallucci, accusata di aver sottratto la piccola dalla struttura sanitaria. Il pm aveva chiesto la condanna a 8 anni di reclusione, contestando due aggravanti: la consapevolezza di aver agito ai danni di persone ricoverate e la previa conoscenza dei luoghi, acquisita attraverso una visita nella clinica.
L’imputata si è sottoposta, tra ottobre e novembre 2025, a perizia psichiatrica disposta dal gip di Cosenza Letizia Benigno. Il collegio peritale era composto da Michele Di Nunzio, Gabriella Bolzoni e Roberta Costantini.
La famiglia della madre della neonata, con entrambi i genitori presenti in aula, si è costituita parte civile con gli avvocati Chiara Penna e Paolo Pisani, affiancati dai consulenti Simonetta Costanzo e Flaminia Bolzan. Secondo l’accusa, Vespa avrebbe simulato per nove mesi una gravidanza, sostenendo di aver partorito l’8 gennaio 2025, giorno in cui la piccola Sofia fu sottratta ai genitori.



