Il grido di dolore di una mamma di Cittanova con tre figli minori, “Non percepisco l’assegno di inclusione perché la mia domanda è sospesa”, perché? Lo chiediamo anche noi all’Inps, perché?

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La disperazione in una società dove regnano le grandi notizie e dove molto spesso si trascurano le piccole cose, quelle delle persone semplici che silenziosamente devono combattere con dei problemi a volte insormontabili e troppo grandi per le persone comuni, tra queste c’è purtroppo la burocrazia.

Abbiamo ricevuto e soprattutto ascoltato il grido di dolore di una giovane donna di Cittanova percettrice dell’ADI ovvero, l’assegno di inclusione, una misura introdotta nel 2024 come contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli, e tutto ciò con “percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro”. Questa ragazza è una madre di tre figli minori e quindi un impegno gravoso che comporta grandi responsabilità per la cura di essi nonché della loro formazione sia scolastica che sociale.

Questa signora di Cittanova si è rivolta a noi, nella sua disperazione, e noi abbiamo volentieri accolto il suo grido per sollecitare una questione che sta creando non pochi disagi perché si ritrova da settembre 2025, quindi da quasi 7 mesi, con la domanda di assegno di inclusione sospesa da parte dell’Inps, e nonostante, come la stessa afferma “numerosi solleciti scritti, nonostante i colloqui mensili in presenza con appuntamento registrato, la sede territoriale dopo 7 mesi e dopo che l’errore che molti Caf hanno commesso nell’isee 2025 e che subito regolarizzato, nonostante anche il nuovo isee Gennaio 2026 che l’INPS non ha valutato ad oggi 18 Marzo tutto tace”. E non dovrebbe tacere quando di mezzo di coso disagi estremamente importanti e soprattutto con minori da accudire.

La stessa ci informa che diversi percettori come lei hanno lo stesso problema, si ritrovano “non percettrici” a causa della sospensione, “ma al contempo devo comunque mantenere obblighi da piattaforma, obblighi di appuntamento con i servizi sociali senza non solo ricevere il sussidio ma cosa peggiore senza sapere la mia reale situazione (…) mi ritrovo appesa a un filo perché la domanda essendo sospesa non mi permette di fare la denuncia, ma soprattutto non solo non ricevo l’aiuto economico e devo mantenere gli obblighi, ma mi viene negato a me e a chi come me il diritto di sapere”. La stessa precisa che il rinnovo l’ha presentato a luglio 2025 ed accettato ad agosto 2025 e che da allora è tutto sospeso senza un perché!

E noi ci rivolgiamo a chi di competenza, perché? Sì, perché questi disagi che rischiano di creare danni insormontabili a chi lo percepisce avendone il diritto, ma soprattutto a chi ne beneficia di uno strumento stabilito per legge, specie quando nel mezzo di questo disagio devono inconsapevolmente pagare delle conseguenze dei minori. Ecco, perché? Date una risposta a questa mamma.