Cittanova, Anselmo (Lega), “Il Tar annulla regolamento su orari ed emissioni acustiche impianti sportivi. Evidenzia una cattiva gestione amministrativa”
Mar 17, 2026 - redazione
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria ha annullato integralmente la deliberazione del Consiglio Comunale n. 3 del 22 gennaio 2026, relativa al regolamento sugli orari e sulle emissioni acustiche degli impianti sportivi.
La decisione si fonda sul riconoscimento di un conflitto di interessi ritenuto assorbente, che ha reso illegittimo l’intero provvedimento senza necessità di esaminare gli altri motivi di ricorso.
Secondo quanto accertato dal TAR, un amministratore comunale – consigliere e assessore allo sport, nonché titolare di un’attività sportiva – ha partecipato alla discussione e alla votazione del regolamento, in violazione dell’obbligo di astensione previsto dalla normativa.
Il Tribunale ha ribadito che:
- è sufficiente anche un conflitto di interessi potenziale
- non è necessario dimostrare un vantaggio concreto
- è irrilevante l’esito della votazione
La sola partecipazione al voto è stata ritenuta sufficiente per annullare l’intera delibera.
Il TAR, proprio per la natura assorbente del vizio, non è entrato nel merito del regolamento, lasciando quindi inesaminati ulteriori profili di criticità, tra cui:
- l’assenza di zonizzazione acustica
- la mancanza di rilievi fonometrici
- il difetto di istruttoria
La sentenza prevede inoltre la condanna del Comune al pagamento delle spese di giudizio.
Sulla vicenda interviene Domenico Anselmo, referente politico della Lega Salvini Premier, che parla di “una vicenda grave sotto il profilo amministrativo e politico”.
“Il TAR ha chiarito un principio fondamentale: basta la violazione dell’obbligo di astensione per far cadere un intero regolamento. Ancora più grave è che si tratti di un assessore con delega allo sport. Non si è nemmeno arrivati a discutere il merito, perché il vizio era già sufficiente”.
Anselmo sottolinea inoltre:
“Questa sentenza evidenzia una cattiva gestione amministrativa e un evidente deficit nei controlli interni. I dirigenti hanno il dovere di tutelare l’Ente e prevenire errori di questo tipo. Così non è stato”.
La vicenda apre ora un fronte politico, con la richiesta di chiarimenti sulle responsabilità e sulle modalità con cui è stato approvato un atto rivelatosi illegittimo.




