Polistena, fiaccolata per la sanità: grandissima partecipazione di persone in marcia fino all’ospedale “Spoke”. Ad attendere i cittadini il vescovo Giuseppe Alberti: “Pronti a marciare su Roma per i diritti dei più deboli” FOTO/VIDEO

banner bcc calabria

banner bcc calabria

Polistena, fiaccolata per la sanità: grandissima partecipazione di persone in marcia fino all’ospedale “Spoke”. Ad attendere i cittadini il vescovo Giuseppe Alberti


È stata una serata straordinaria di partecipazione civile e politica quella vissuta a Polistena, dove una folla composta da cittadini, giovani, famiglie e anziani ha preso parte alla marcia silenziosa organizzata dal Comitato per la tutela della salute, guidato da Marisa Valensise.
Intere famiglie, con i propri figli, hanno voluto essere presenti a una manifestazione che ha attraversato il cuore della città per chiedere con forza una sanità pubblica dignitosa e servizi adeguati per il territorio.
L’iniziativa ha visto anche una forte presenza istituzionale. Alla fiaccolata hanno partecipato numerosi amministratori locali: almeno nove sindaci della Piana di Gioia Tauro, tra cui il primo cittadino di Polistena Michele Tripodi, il sindaco di Cinquefrondi e presidente dell’assemblea dei sindaci della Piana Michele Conia, e il sindaco di Cittanova Domenico Antico. Presenti anche assessori e consiglieri comunali giunti da diversi comuni del comprensorio.
Il corteo si è mosso dalla chiesa matrice e ha attraversato il centro storico di Polistena fino a raggiungere l’ospedale Spoke, simbolo delle difficoltà della sanità calabrese. Ad accogliere i manifestanti davanti al presidio sanitario c’era anche il vescovo della diocesi Oppido Mamertina–Palmi, monsignor Giuseppe Alberti, a testimonianza del sostegno della Chiesa a una mobilitazione che ha unito istituzioni, cittadini e mondo ecclesiale.
Durante gli interventi finali è stato lanciato un messaggio chiaro: la Calabria deve uscire dal piano di rientro sanitario nazionale, che da oltre quindici anni condiziona la gestione della sanità regionale.
Secondo i promotori della manifestazione, il peso dei debiti accumulati nel passato continua a ricadere sui servizi, con reparti in difficoltà, carenza di personale e strutture spesso prive delle risorse necessarie per garantire cure adeguate.
Non sono mancati esempi concreti delle criticità quotidiane: medici costretti talvolta ad autotassarsi per acquistare materiali essenziali o comunità locali chiamate a intervenire per sopperire alle carenze del sistema sanitario.
Da qui la proposta lanciata durante la manifestazione: una delegazione di sindaci, insieme al comitato e alla Chiesa, dovrebbe recarsi a Roma per consegnare direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni una richiesta formale di uscita dal piano di rientro.
«Dopo quindici anni non possiamo più sopportare questo sistema – è stato detto dal palco –. Si accertino le responsabilità di chi ha prodotto il disastro della sanità calabrese, ma si restituiscano finalmente ai cittadini servizi degni di questo nome».
La fiaccolata di Polistena si è così trasformata in un forte segnale politico e sociale: un territorio che chiede di non essere più lasciato solo e che rivendica il diritto fondamentale alla salute.