Gioia Tauro, “Il Teatro dell’assurdo”: Tacitare iol dissenso a qualunque costo

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Di Aldo Alessio

Quando il Potere Diventa un’Arma contro gli Avversari Politici

I. Il Risveglio dell’Opposizione

Dopo lunghi mesi di attesa — e forse di ragionevole sopportazione civile — i consiglieri di opposizione sembrano finalmente svegliarsi dal torpore. Con un gesto che nei corridoi del palazzo municipale ha assunto le sembianze di un piccolo terremoto, hanno deciso di fare ciò che tecnicamente spetta loro di fare: l’opposizione. Un concetto apparentemente rivoluzionario in certi contesti politici locali.

Ed è così che, tra lo stupore generale, qualcuno ha finalmente imbracciato gli strumenti della democrazia per denunciare ciò che, a giudizio dell’autore, costituisce un sistema di favoritismi ben consolidato nell’attuale amministrazione. Il merito è riconosciuto: meglio tardi che mai.

II. La Questione dei Conflitti d’Interesse

Al centro del dibattito politico vi è la figura della consigliera di maggioranza Angela Giovinazzo, accusata di incarnare — con tutta la disinvoltura del caso — quei conflitti d’interessi che l’attuale amministrazione, guidata da chi l’autore chiama affettuosamente la «Capasanta», sembrerebbe aver elevato a stile di governo.

La consigliera — che secondo l’autore avrebbe beneficiato a vario titolo della città che amministra — si è permessa di bacchettare pubblicamente i colleghi di minoranza. Questi, com’è loro diritto e dovere, le hanno risposto con altrettanta franchezza, ricordandole un principio elementare della vita politica:

«Nessun consigliere è proprietario della città che amministra.»

Un principio che, alla luce dei fatti descritti, parrebbe quanto mai opportuno affiggere all’ingresso di qualche ufficio comunale.

III. Il Caso delle Associazioni e dei Locali Assegnati

Viene sollevata una questione di rilevante interesse pubblico: le due associazioni riconducibili alla consigliera Giovinazzo avrebbero ottenuto l’assegnazione di locali comunali. La domanda che sorge spontanea — e che l’autore indirizza cortesemente all’ingegnere di fiducia dell’amministrazione, il fedele Ing. Gallè — è la seguente: prima di procedere con l’assegnazione, sono stati verificati tutti i requisiti di legge? A titolo di promemoria democratico, l’autore elenca i controlli che avrebbero dovuto essere effettuati:

▸ Conformità tra le particelle catastali urbanistiche e la loro destinazione d’uso

▸ Certificato di agibilità dell’immobile

▸ Certificato di collaudo statico e antisismico della struttura

▸ Verifica dei servizi per persone con disabilità ed eliminazione delle barriere architettoniche

▸ Inserimento di una norma esplicita che vieti lo scopo di lucro, con contestuale riserva del Comune di rientrare in possesso dei locali senza facoltà di appello da parte degli assegnatari

Se i locali sono stati assegnati, secondo il principio della rotazione, per tutte le associazioni che intendono utilizzarli

L’autore si dichiara fiducioso che l’ingegnere — nell’ambito di un avviso pubblico aperto a tutte le associazioni, con criteri preventivamente stabiliti per non lasciare spazio alla discrezionalità — abbia svolto tutte le verifiche del caso. Si tratta, in fondo, di semplice buona amministrazione. Nulla di eccezionale. Almeno in teoria.

IV. Il Coraggio della Verità e il Peso dell’Arroganza

L’autore osserva con lucidità che la consigliera Giovinazzo sembrerebbe convinta di possedere il monopolio della saggezza e della verità politica. Un’aspirazione lodevole, se non fosse che — come spesso accade nella commedia umana — la realtà dei fatti tende a raccontare una storia ben diversa.

È dunque con spirito costruttivo e democratico che si invoca una maggiore trasparenza da parte dell’amministrazione in carica. Portare alla luce i conflitti d’interesse non è un atto di guerra politica: è un atto di igiene istituzionale.

V. Conclusioni: Tutti i Nodi Vengono al Pettine

Un plauso, dunque, ai consiglieri di minoranza che — con la pazienza dei giusti — si sono finalmente alzati in piedi per fare il loro mestiere. Il loro “torpore”, come lo chiama affettuosamente l’autore, era forse il frutto di una buona educazione: la stessa che insegna a non interrompere prima di aver ascoltato tutto. Ebbene: ora hanno ascoltato abbastanza.

La sfida lanciata è chiara: sconfiggere la prepotenza e l’arroganza di chi governa non nell’interesse collettivo, ma nell’interesse di una ristretta cerchia di beneficiari. Il tempo, come sempre, è il giudice più imparziale. E i nodi — prima o poi — vengono sempre al pettine.

« TUTTI I NODI VERRANNO AL PETTINE »

— Aldo Alessio (Ulisse)