Lettera aperta al presidente Occhiuto, “Una voce dalla Calabria, da fuori Regione”
Mar 13, 2026 - redazione
Riceviamo e pubblichiamo
Buongiorno Presidente,
le scrivo come calabrese che ha lasciato la propria terra per necessità. Lavoro in Friuli Venezia Giulia da qualche anno — una scelta che non avrei voluto fare, ma che la vita ha reso inevitabile.
Proprio qui, in questi giorni, ho assistito a un Recruiting Day organizzato dalla Regione per il settore turistico. In una sola giornata, centinaia di persone incontrano hotel, resort e imprese in cerca di personale per la stagione. Un sistema semplice, concreto, capace di dare risposte vere alle persone e alle imprese.
Le confesso che guardavo quella scena con un groppo in gola. Perché pensavo alla Calabria. Pensavo a quante persone come me hanno fatto le valigie non perché volessero andare via, ma perché non hanno trovato motivo sufficiente per restare.
La nostra terra ha un potenziale turistico straordinario, una bellezza che molte regioni ci invidiano. Eppure continuiamo ad arrancare, a inseguire, ad arrivare sempre un passo indietro rispetto a chi ha creduto prima di noi nel proprio territorio.
Fa male, Presidente. Fa male vedere altrove quello che potrebbe esistere anche a casa nostra.
Glielo dico con tutto il rispetto e l’affetto che ho per la Calabria: la nostra terra meriterebbe di più. Meriterebbero di più i giovani che sono rimasti, e anche quelli che — come me — sono andati via sperando, un giorno, di poter tornare.
Quel giorno vorrei poter raccontare che anche la Calabria ha deciso di credere davvero nelle sue imprese e nei suoi figli. Vorei ringraziarvi anticipatamente qualora Grazie riteniate di dare attenzione e spazio a queste riflessioni.
Concludo ribadendo un fatto:
la lettera al Presidente Occhiuto non nasce da amarezza, ma da un’osservazione concreta: vedere un sistema funzionare bene altrove ti dà gli strumenti per immaginare cosa potrebbe esistere anche a casa tua.
Il turismo calabrese ha tutto — paesaggio, storia, autenticità, clima.
Quello che manca non è il prodotto, ma l’infrastruttura di sistema: strumenti di incontro tra domanda e offerta, percorsi formativi riconosciuti, politiche di fidelizzazione del personale qualificato. Cose che si costruiscono con volontà politica e visione.
Non chiedo miracoli. Chiedo che la Calabria smetta di sprecare talenti che ha già formato, e che chi ha scelto di restare — o vuole tornare — trovi un contesto all’altezza delle proprie competenze.
Il Friuli non è un modello irraggiungibile. È semplicemente una regione che ha deciso di investire in modo organizzato sul proprio territorio.
La Calabria può fare lo stesso.
Deve solo deciderlo.
Cordialemente
Gianpiero Ieracitano
Food and Beverage Manager Minor – Hotels




