Operazione “Handover-Pecunia Olet” della Dda reggina che colpiva la potente cosca dei Pesce di Rosarno. La sentenza della Corte di Appello. TUTTI I NOMI

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La seconda sezione penale della Corte di Appello di Reggio Calabria (Pres. Elisabetta Palumbo) ha accolto l’impugnazione proposta dall’avv. Domenico Infantino (del Foro di Palmi) nell’interesse dell’imputato Larosa Michele, condannato in primo grado alla pena di anni 8 di reclusione per una ipotesi di estorsione aggravata dal metodo e dalla agevolazione mafiosa nel toncone della indagine denominata Handover celebratasi con il rito ordinario.
L’imputato Larosa Michele, sulla base del contenuto di alcune intercettazioni ambientali, era accusato di avere fornito un decisivo contributo per la realizzazione di una estorsione ideata dalla cosca Pesce ai danni di un proprietario terriero, fungendo da intermediario.
Decisivo, ai fini del ribaltamento del giudizio di primo grado, è stato l’esito della rinnovazione istruttoria richiesta dall’avv. Domenico Infantino (coadiuvato dall’avv. Domenico Barone), avente ad oggetto l’esame della persona offesa Franco Daniele, ossia della vittima del fatto estorsivo che era rimasta ignota. Il teste ha ricostruito il fatto estorsivo in termini estremamente dettagliati, spiegando come la richiesta di danaro (non quantificata nell’importo) a lui indirizzata avesse tratto origine dall’acquisto di un bene immobile dallo stesso effettuato e –a dire del richiedente- vi era l’usanza in tali eventi che compratore corrispondesse una somma di danaro alla cosca dominate sul territorio. Ma nella descrizione dei fatti il teste ha specificato che il Larosa non ha svolto alcun ruolo nell’interesse degli estortori e che è stato invece lui a rivolgersi a quest’ultimo, in virtù del rapporto di amicizia scaturito dall’essere proprietari di fondi confinanti, per chiedere un consiglio su come comportarsi rispetto alla anzidetta richiesta di danaro (il Larosa gli suggerì di assecondare richiesta).
La rinnovazione istruttoria è stata poi completata con l’audizione del consulente tecnico Geom. Giovanni Luca Berrica sugli accertamenti catastali effettuati a riscontro delle circostanze introdotte dalla difesa.
Il Sost. Procuratore Generale Antonio Giuttari, all’esito della sua requisitoria, dopo avere richiamato i risultati della rinnovazione istruttoria, ha chiesto l’accoglimento dell’appello proposto per Larosa Michele.
L’operazione denominata “Handover-Pecunia Olet” è stata caratterizzata da una complessa indagine condotta dalla Procura DDA di Reggio Calabria con una piattaforma probatoria principalmente costituita da un numero impressionante di intercettazioni ambientali. Al centro della indagine è stata posta la storica cosca mafiosa di Rosarno “Pesce”, considerata una delle più potenti del panorama ndranghetistico.
I reati contestati a vario titolo sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione e cessione di droga, porto illegale e ricettazione di armi; estorsione e favoreggiamento personale, aggravati dal metodo e dalla agevolazione mafiosi.
L’inchiesta “Handover-Pecunia olet” nell’aprile del 2021 aveva portato all’arresto di 52 persone.
Ad avviso dell’accusa le figure di primo piano nell’ambito della cosca Pesce sarebbero state i cugini Pesce Antonino (classe 1992) e Pesce Antonino (cl. 1993), entrambi condannati in via definitiva nel troncone della operazione celebratosi con il rito abbreviato.
L’avvocato Domenico Infantino dopo la lettura del dispositivo della sentenza d’appello ha rilasciato la seguente dichiarazione:.
La Corte d’appello ha anche assolto l’imputato Palaia Antonino, difeso dall’Avv. Carmelo Naso, con la formula “perché il fatto non sussiste”. Tale imputato era stato condannato alla pena di un anno di reclusione per il delitto di favoreggiamento.
La Corte di Appello ha confermato invece nel resto la sentenza emessa dal Tribunale di Palmi nei confronti di Pesce Francesco cl. 88 (anni 14), Sorrenti Tiberio (anni 12 e mesi 6), Seminara Giuseppe (anni 12), Copelli Salvatore (anni 9), Giovinazzo Francesco (anni 9), Bellocco Domenio (anni 8), Ciurleo Domenico (anni 3, mesi 6), Scattarreggia Arcangelo Michele (anni 1).