Dal Consiglio comunale di Taurianova arriva una presa di posizione che, pur
senza entrare nel merito delle decisioni giudiziarie, prova a riportare al centro una
domanda che sta attraversando l’Italia: cosa significa davvero proteggere dei bambini
quando la tutela passa attraverso la separazione dalla propria famiglia?
A portare il tema nell’aula consiliare è stato il capogruppo di Forza Italia, il
consigliere di maggioranza Nello Stranges, che nella seduta di ieri ha presentato una
mozione dedicata al caso ormai noto come quello della “famiglia nel bosco”, la
vicenda che vede coinvolti alcuni minori e che oggi è all’attenzione del Tribunale per
i minorenni dell’Aquila.
Un caso che da settimane accende il dibattito pubblico e mobilita cittadini,
associazioni e amministrazioni locali in diverse parti del Paese.
Secondo Stranges, al centro della discussione dovrebbe esserci prima di tutto
una domanda semplice ma radicale: «Davvero, per proteggere dei bambini, bisogna
prima distruggere la loro famiglia?».
Nel testo letto in aula, il consigliere sottolinea il costo emotivo che può avere
per dei minori la separazione dai genitori e dai fratelli. Una decisione che, nella
ricostruzione della mozione, appare particolarmente dura perché avrebbe portato
prima all’allontanamento dal padre, poi dalla madre e infine alla collocazione dei
bambini in strutture diverse.
La questione, ricorda Stranges, ha assunto ormai una dimensione nazionale.
Nei giorni scorsi sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Consiglio Giorgia
Meloni, ribadendo un principio che il consigliere definisce condivisibile: lo Stato non
può sostituirsi alla famiglia nell’educazione dei figli.
«Il compito di educare spetta innanzitutto ai genitori. Lo Stato dovrebbe
semmai accompagnare e sostenere la famiglia, intervenendo solo quando è davvero
indispensabile».
Da qui l’invito al Consiglio comunale di Taurianova a non restare in silenzio e
a unirsi alle tante amministrazioni che stanno prendendo posizione in tutta Italia. La
mozione chiede infatti che da Taurianova parta un segnale istituzionale indirizzato al
Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio, al
Ministero della Giustizia e all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
L’obiettivo dichiarato non è quello di interferire con l’operato della
magistratura, ma di sollecitare una verifica approfondita della vicenda, nella speranza
che possano emergere soluzioni «più umane e più giuste».
Nel dibattito pubblico, intanto, la storia della “famiglia del bosco” continua a
dividere. Da un lato le ragioni della tutela dei minori, dall’altro il dolore di una
separazione che molti cittadini e amministratori locali giudicano difficile da
comprendere.
E proprio da Taurianova arriva una domanda destinata a restare sospesa nel
dibattito nazionale: proteggere dei bambini significa davvero separarli da tutto ciò
che amano?




