Referendum giustizia, Cosa sarebbe meglio per l’Italia: lo Stato di polizia o una Repubblica in cui i giudici avranno (come in parte già hanno) il ruolo degli ayatollah in Iran?

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Di Ilario Amendolea

“Cosa sarebbe meglio per l’Italia: lo Stato di polizia o una Repubblica in cui i giudici avranno (come in parte già hanno) il ruolo degli ayatollah in Iran?
Secondo molti è questo il vero quesito a cui dovrà rispondere il popolo italiano al prossimo referendum. È c’è chi sogna e lavora per uno Stato in cui il governo potrà ordinare una retata di rom, di immigrati o di ragazzi che manifestano per la pace, senza “l’impaccio” dei magistrati. Così dall’altro lato, ci sono coloro che vorrebbero travolgere gli argini costituzionali per stabilire il primato etico, politico e legale dei giudici .
Un loro ruolo di reggenza della Repubblica con una politica delegittimata.
Questa è la scelta che ci vorrebbero imporre dall’una e dall’altra parte.
Io non ci sto anche perché il loro trucco è vecchio come il cucco.
C’è chi dice: voti per la riforma? Sei con il governo! Ti sei messo con i “fascisti.”
È una logica da teatro dell’assurdo in cui un personaggio partendo dal fatto che il gatto ha la lingua e che anche Socrate ha avuto la lingua arriva alla conclusione che Socrate era un gatto.
Lo scontro referendario non avrebbe potuto essere peggiore. La Costituzione vuole che a decidere in caso di referendum sia il cittadino libero da condizionamenti . Invece la “politica” ha fatto una invasione di campo: i partiti e i magistrati hanno oscurato il quesito refendario trasformandolo in un voto pro o contro il governo. Non c’era modo peggiore per mortificare la Costituzione.
La cosa che più umilia è che da un lato c’è in campo la Destra ma dall’altro lato non c’è la Sinistra con la sua storia di lotte per la libertà e per le garanzie costituzionali. Invece c’è l’Associazione Nazionale Magistrati o meglio una minoranza di magistrati , organizzati con la stessa logica e gli stessi meccanismi dei tempi di Palamara, e che conduce una campagna referendaria senza esclusione di colpi e senza alcun rispetto per la verità.
La Sinistra, senza consultare il suo stesso popolo, si è messa a rimorchio di costoro. Soprattutto dei più scalmanati che hanno alle spalle una storia di destra estrema che si è estrinsicata per decenni lungo una linea di attacchi all’integrita’ della persona umana, alle libertà individuali e alla Costituzione..
Qualcuno vorrebbe renderci subalterni e complici di costoro. Ci vorrebbe dare la libertà di scelta tra forca e mannaia.
Non siamo disponibili a porgere il collo.
Combatteremo la nostra battaglia sempre dalla stessa parte della barricata cercando di collocarci sul terreno di chi, in nome della Costituzione, rifiuta lo Stato di polizia con la stessa fermezza di chi rifiuta la “Repubblica dei giudici”
Lo faremo da Sinistra convinti di fare gli interessi della gente e che nessuno possa chiederci di più.
Quindi voteremo “Si ‘!