Reggio Calabria, il gruppo del Pd in Consiglio comunale: “Non si prendono in giro i reggini. Il Decreto Reggio non è un bancomat da campagna elettorale”

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“Apprendiamo con stupore che, nel corso di un’iniziativa pubblica, si torna a parlare con disinvoltura delle risorse del cosiddetto Decreto Reggio come se si trattasse di fondi immediatamente disponibili da utilizzare nei primi cento giorni di una futura amministrazione. È necessario fare chiarezza, perché quando si parla di finanze pubbliche e del futuro dei giovani di questa città non è consentito prendere in giro i reggini”.

“I cosiddetti fondi “perenti” non sono una riserva di denaro pronta all’uso, né tantomeno una sorta di bancomat da attivare a piacimento in campagna elettorale – si legge nella nota diffusa dal gruppo del Pd di palazzo San Giorgio -. Si tratta di risorse che, proprio a causa del mancato utilizzo negli anni, sono uscite dal bilancio dello Stato e la cui eventuale riassegnazione richiede specifiche procedure amministrative e l’intervento del Ministero dell’Economia. È quindi evidente che non possono essere “resuscitati” e utilizzati nei tempi e nei modi che qualcuno prova a raccontare”.

“È altrettanto noto che una parte significativa delle somme relative al Decreto Reggio risulta non rendicontata da molto prima dell’insediamento dell’amministrazione Falcomatà, e che proprio in quegli anni si è accumulata una gestione finanziaria disordinata che ha contribuito a determinare la situazione drammatica dei conti del Comune.

Per questo motivo sorprende – e francamente lascia interdetti – che chi è stato protagonista diretto di quella stagione torni oggi a parlare di finanze pubbliche e di grandi piani di spesa”.

“Ricordiamo ben – prosegue la nota – dove ha portato quel modello amministrativo: un indebitamento senza precedenti, società partecipate in condizioni disastrose, il Comune condotto sull’orlo del dissesto e la città costretta a passare attraverso il commissariamento prefettizio prima di poter avviare un lento e difficile ritorno alla normalità. È stato il centrosinistra, con grande fatica e con scelte spesso difficili, a rimettere ordine nei conti, a ristabilire credibilità istituzionale e a riportare l’Ente su un percorso di stabilità finanziaria avviando percorsi virtuosi anche nel settore dell’occupazione. Ricordiamo in tal senso il risanamento dei conti Atam e i concorsi pubblici, la stabilizzazione dei lavoratori precari, i concorsi pubblici per l’assunzione di dipendenti comunali e la creazione di centinaia di posti di lavoro nel settore del welfare, con la ricostruzione del sistema dei servizi sociali che era stato completamente smantellato”.

“La questione dell’occupazione giovanile è troppo seria – conclude il gruppo dem – per essere trasformata in uno slogan elettorale o in un’operazione di marketing politico. I giovani reggini meritano politiche di sviluppo credibili, investimenti strutturali e una visione concreta per il futuro della città, non promesse costruite su risorse che, allo stato dei fatti, non sono disponibili nei termini in cui vengono raccontate. Reggio Calabria ha bisogno di verità, responsabilità e serietà amministrativa. Non di operazioni nostalgiche che provano a riscrivere la storia e a cancellare le responsabilità di una stagione che la città non ha dimenticato”.