Vallecorsa, “Per non dimenticare”: il sacrificio di Valentino Antonetti diventa impegno civile

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“In memoria di Valentino”. Non un titolo qualunque, ma una promessa.

Lunedì 2 marzo, Vallecorsa ha scelto di fermarsi per ricordare Valentino Antonetti, paracadutista della Folgore, vittima del dovere a soli 43 anni. Una giornata intensa, articolata in due momenti distinti ma profondamente uniti dallo stesso filo conduttore: la memoria come responsabilità.

Il programma ha preso avvio alle ore 10.00, presso il Centro Culturale Merlini, dove gli alunni della scuola Santa Maria De Mattias hanno incontrato il dottor Carlo Calcagni, Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, anche lui vittima del dovere, ferito e mutilato per servizio, campione paralimpico e militare encomiato per il servizio svolto durante la missione nei Balcani del 1996.

Nel pomeriggio, alle ore 15.30, nella Chiesa di San Martino, la conferenza “Vittime del dovere – Il ruolo dei militari nella difesa del paese”, con l’intervento del Col. Carlo Calcagni e di Jessica Cervetto, i saluti del Sindaco Anelio Ferracci e la partecipazione delle Autorità civili e militari e dell’intera cittadinanza.
https://youtu.be/1tasgRLur2w?si=jJyKaOCf59NXnXpp

IL MATTINO CON I RAGAZZI

«Agli studenti dico: custodite i vostri sogni con disciplina e coraggio.
Non misurate il vostro valore dalle cadute, ma dalla forza con cui vi rialzate.
Le difficoltà non sono muri, sono gradini.
Studiate, allenate la mente e il cuore, siate curiosi, siate affamati di conoscenza e soprattutto siate persone perbene.
Il futuro non si aspetta: si costruisce, giorno dopo giorno, con impegno e responsabilità.»

«Al personale docente rivolgo un pensiero di profonda gratitudine.
Voi non trasmettete soltanto nozioni: formate coscienze, accendete passioni, create fondamenta solide su cui questi ragazzi potranno edificare la propria vita.
Il vostro lavoro è silenzioso ma decisivo, e lascia un segno che dura nel tempo.
Insieme, scuola e studenti, siete una comunità che educa alla resilienza, al rispetto e al servizio verso gli altri.
Continuate a credere nella forza dell’esempio, perché è l’esempio che cambia il mondo.»

LA CERIMONIA IN CHIESA

«Oggi non siamo qui solo per ricordare un nome.
Siamo qui per custodire una storia.
Una vita.
Un sacrificio.
Siamo qui per Valentino Antonetti.»

«Quando un militare parte per una missione, non porta con sé soltanto l’uniforme.
Porta il volto della propria moglie.
Il sorriso dei figli.
Le mani dei genitori.
Porta il proprio paese nel cuore.
E parte senza chiedere nulla.
Parte perché ha giurato.
Parte perché crede nell’onore.
Parte perché sa che qualcuno deve farlo.»

«Non si vedeva.
Non faceva rumore.
Non esplodeva davanti agli occhi.
Ma entrava nei polmoni.
Nel sangue.
Nelle cellule.
E anni dopo presentava il conto.»

«Non possiamo permettere che il sacrificio di uomini come Valentino venga dimenticato.
La memoria non è un gesto formale.
Non è una targa.
Non è una cerimonia.
La memoria è responsabilità.»

«Jessica, tu non sei sola.
Questa comunità non deve lasciarti sola.
Lo Stato non deve lasciarti sola.
Perché l’onore non finisce con una bara avvolta nel tricolore.
L’onore continua nella giustizia.»

«Non dimenticate.
Non dimenticate il nome.
Non dimenticate il volto.
Non dimenticate il sacrificio.
Perché un Paese che dimentica i suoi servitori perde la propria anima.
La dignità e l’onore non sono mai negoziabili. Mai.»

Vallecorsa non ha organizzato solo una commemorazione.
Ha compiuto una scelta.
Ha scelto di trasformare il dolore in consapevolezza.
Ha scelto di difendere la memoria come si difende un valore.

Perché finché qualcuno continuerà a pronunciare il nome di Valentino Antonetti, il suo sacrificio non sarà vano.
E finché una comunità saprà ricordare, la sua anima resterà viva.

Maurizio Compagnone
Analista Geopolitico