Ottanta giorni, una laguna e molte domande: tra narrazione e realtà amministrativa a Catanzaro
Feb 26, 2026 - redazione
Di Claudio Maria Ciacci
Nel corso dell’intervento trasmesso negli studi de La Nuova Calabria, il sindaco Nicola Fiorita è tornato sul mancato raggiungimento delle firme necessarie per la mozione di sfiducia, parlando di tradimento dell’elettorato e richiamando il tema della coerenza politica. Un principio importante, che però dovrebbe essere applicato senza memoria selettiva.
Già all’inizio della consiliatura si è verificato un passaggio politicamente significativo: consiglieri eletti nel centrodestra hanno finito per sostenere un’amministrazione di segno opposto rispetto a quello con cui si erano presentati agli elettori. Anche questo ha inciso sull’equilibrio uscito dalle urne. Se si invoca la fedeltà al mandato popolare, allora è corretto ricordare l’intero percorso politico, non solo l’ultimo episodio.
Resta poi una questione di fondo. Un sindaco che vuole realizzare il progetto per cui è stato eletto, trovandosi in minoranza in consiglio comunale, dovrebbe interrogarsi sulla coerenza tra programma e alleanze. Governare fin dall’inizio con esponenti eletti nello schieramento opposto significa accettare compromessi strutturali e condizionamenti evidenti. In quel momento si comprende se la priorità sia il bene della città o la permanenza alla guida dell’ente. Sarebbe stato forse più lineare dimettersi e ridare immediatamente la parola ai cittadini di Catanzaro.
Ho auspicato che la giunta non cadesse in questa fase. Non per adesione politica, ma per evitare che si potesse attribuire a un’interruzione anticipata del mandato l’eventuale mancato raggiungimento delle promesse elettorali. Chi governa deve poter essere giudicato alla fine del percorso, senza alibi.
Nel suo intervento il sindaco ha rivendicato con particolare enfasi la riqualificazione in ottanta giorni dello Stadio Nicola Ceravolo, indicando la rapidità dei lavori come simbolo di efficienza amministrativa. Tuttavia, proprio in quello stadio, durante la gara tra Catanzaro e Venezia, il terreno di gioco, sotto la pioggia, si trasformò in una laguna, lasciando più di qualche dubbio sulla qualità complessiva dell’intervento.
E qui l’insistenza sugli “ottanta giorni” diventa quasi letteraria. Viene spontaneo pensare a Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne. Nel romanzo, Phileas Fogg vince la sua celebre scommessa grazie a un elegante gioco di fusi orari che gli regala un giorno in più. Un capolavoro narrativo, certo. Ma nel caso dello stadio, più che un fuso orario, sarebbe servito forse un buon sistema di drenaggio. L’effetto scenico degli “ottanta giorni” funziona benissimo nei romanzi d’avventura; nella pubblica amministrazione, però, oltre alla corsa contro il tempo serve anche che il campo resti… un campo, e non diventi un omaggio involontario alla squadra ospite.
Nel medesimo intervento sono state attribuite alcune difficoltà al clima degli ultimi tempi. Eppure in passato erano state rivendicate con orgoglio le capacità della giunta proprio in materia del clima e dell’ambiente.
Se allora si parlava di visione e competenza, oggi non si può utilizzare il clima come spiegazione generica senza un’analisi tecnica più approfondita.
Soprattutto, non è stata dedicata alcuna riflessione ai fondi non intercettati o restituiti e alle occasioni amministrative mancate. Le prese di posizione di Forza Italia Catanzaro hanno evidenziato risorse annunciate e poi non concretizzate, finanziamenti che avrebbero potuto tradursi in servizi per la comunità. Su questo punto non si sono ascoltate spiegazioni dettagliate né assunzioni di responsabilità politica.
Infine resta il tema dei cosiddetti “responsabili”, che hanno consentito la prosecuzione delle diverse giunte succedutesi alla guida della città. Se dovessero ricandidarsi, sarà corretto che si presentino agli elettori rivendicando apertamente il proprio ruolo nelle scelte compiute. La responsabilità non è una formula utile nelle dinamiche consiliari e poi dimenticabile al momento del voto.
Alla fine saranno i cittadini a valutare, confrontando promesse, scelte e risultati concreti. È in quel confronto che si misurerà la distanza tra narrazione e realtà amministrativa.




